Vincent van Gogh.

Il pittore olandese oggi ricordato per l’enorme influenza che esercitò sull’arte del XX secolo: autore di un qualcosa come quasi novecento dipinti e più di un migliaio di disegni e schizzi non portati a termine insieme ai tanti appunti basati sull’imitazione di disegni artistici giapponesi. Un artista geniale e solitario totalmente incompreso e disprezzato in vita, la cui formazione deriva dall’esempio di realismo paesaggistico dei pittori di Barbizon e del messaggio etico / sociale di Jean-François Millet che influenzarono le sue opere, basate su autoritratti / paesaggi / nature morte di fiori / dipinti con cipressi / rappresentazione di campi di grano e girasoli.

A testimoniare la sua vita complessa e sofferente, il massiccio carteggio con il fratello Theo, sul quale si basò lo scrittore Irving Stone per scrivere il suo romanzo Brama di Vivere che fu trasposto in un film nel 1956 dal regista Vincente Minnelli, padre della cantante e attrice Liza Minnelli con due protagonisti del calibro di Kirk Douglas e Anthony Quinn.

Dopo il fallimento della sua esperienza come predicatore tra i minatori della regione belga del Borinage, Vincent decide di dedicarsi alla sua antica passione per la pittura nonostante il risentimento dei suoi famigliari ad eccezione del fratello, che si dimostra l’unico a credere nelle sue capacità. Basandosi sulle opere dei pittori impressionisti, comincia la sua produzione artistica incontrando in seguito i maestri dell’avanguardia pittorica come Pissarro /Seurat / Bernard / Gauguin, che sarà uno tra i suoi pochi amici, per poi trasferirsi nel sud della Francia per migliorare il suo stile e avere più luce nelle sue tele.

Stabilitosi ad Arles e dopo un durissimo litigio con Gauguin giunto a trovarlo, inizierà a soffrire dei “disturbi” che lo porteranno a recidersi l’orecchio sinistro e a venire ricoverato prima in manicomio e poi affidato al dottor Gachet, che fallirà nell’intento di alleviare il suo “mal di vivere” che lo condurrà al tentativo di suicidio e all’agonia di due giorni, assistito da Theo che morirà a sua volta sei mesi dopo di lui.

Brama di Vivere – la tragica parabola di un uomo che chiedeva unicamente di essere accettato nel bene e nel male da chi gli stava intorno.