56 anni fa, un’onda provocata da una gigantesca frana proveniente dal monte Toc rilasciò nel lago della diga del Vajont centinaia di tonnellate d’acqua, che rasero al suolo il paese di Longarone poco dopo le dieci e trenta di sera, come se fosse esplosa una bomba atomica.

Oggi, le oltre 2mila vittime di un evento avvenuto per mano umana saranno commemorate con una serie di eventi in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, tra cui diverse messe in ricordo di chi è morto, tra cui la chiesetta eretta vicino alla diga, nel Parco delle Dolomiti friulane.

In particolare, nel cimitero di Erto, ci sarà una fiaccolata che si dirigerà dove sorgeva la diga, con i rintocchi delle campane a scandire non solo i passi, ma anche il tempo che l’enorme onda di piena impiegò prima di compiere una strage.