In occasione della presentazione del Maggio dei Monumenti 2018 che quest’anno ha come titolo “Giambattista Vico: La storia illumina Forcella. Da “Forcella transit” a “Zona NTL”: percorsi, riflessioni e strumenti”, tenutasi presso la Biblioteca Annalisa Durante con sede in Piazza bella Piazza a Forcella, il presidente dell’Associazione Annalisa Durante, Giuseppe Perna ha introdotto i lavori e presentato la manifestazione informando i presenti di una novità in campo informatico: la NTL Napoli, Turismo e Legalità. Una App che consente di visitare i luoghi del centro storico e averne immediata conoscenza attraverso la spiegazione che l’app consente di dare attraverso il cellulare o qualsiasi altro dispositivo informatico. L’assessore Nino Daniele ha sottolineato quanto importante sia l’investimento di tempo e di denaro si stia facendo per Forcella, un quartiere purtroppo poco conosciuto per le bellezze artistiche e le diverse iniziative a carattere culturale presenti.

Il tentativo è quello di dare il giusto valore ad un luogo ricco di storia, di monumenti ma soprattutto di realtà umane fortemente positive.

La considerazione che mi veniva da fare era duplice. Avendo partecipato con una collega della scuola Primaria con una classe della scuola Ristori, consideravo quanto importante fosse dare il giusto valore a quest’area; è proprio come per una persona che, galvanizzata, esaltata, curata rende per tutta la sua valenza di “essere voluto bene”. Allo stesso modo un quartiere, evidentemente fatto di anime pensanti e desiderose di essere amate, rende di più quando viene rispettato, curato, visitato. Una simbiosi persona-quartiere che è un legame indissolubile, che è una formula di riscatto per chi, uomo, cittadino, abitante e rione, palazzo, monumento sente di poter mostrare il meglio che ha: una storia che possiede, una presenza che racconta una storia, una vita.

La seconda considerazione che mi veniva e che ho cercato di esporre nell’intervento fatto, è che la cura della bellezza di un luogo, di una città nasce inesorabilmente da un’attenzione alle persone che ci vivono. Quanto più conosco un monumento, quanto più ne conosco la storia, il progetto, l’intento per cui è stato realizzato tanto più ne apprezzo il valore, ne apprezzo il significato. Inoltre la bellezza di un monumento in quanto tale può essere fine a se stesso se non rimanda alla bellezza di un popolo. Se è vero, com’è vero, che l’arte è lo specchio dei tempi, così un’opera parla, trasmette, comunica ciò che un popolo ha vissuto, ha fatto. E allora, attraverso il prendere coscienza della bellezza che è attorno a noi, uno prende coscienza di cosa è successo anni addietro, di cosa l’unità di un popolo ha saputo e potuto creare. Pensare alle numerosissime opere presenti nella nostra città, nella nostra nazione deve farci considerare che spessore, che sensibilità avevano coloro che ci hanno preceduti. Di fronte a “pietre che parlano” l’unico atteggiamento possibile è quello dell’ascolto e del rispetto. Che un ragazzo, camminando per le vie del centro possa, invece di giocare con il cellulare, alzare la testa e gustare le bellezze dei portali, delle mura, dei merletti, del piperno lavorato così magistralmente. Solo in questo senso si può recuperare un popolo: fargli gustare la bellezza di un passato, la ricchezza di una tradizione forte come è quella di Napoli con le sue infinite implicazioni. La bellezza come splendore del vero. La bellezza come spettacolo di un popolo che ha lavorato, ha amato il luogo dove viveva e che, ora, si perde attraverso l’ignoranza e l’indifferenza i molti. Saremo ancora capaci di comunicare con la stessa intensità con la quale comunicavano i nostri avi?

Educare gli alunni attraverso un lavoro non semplice vista l’età e la non abitudine ad osservare è un lavoro arduo ma piacevole, a volte impraticabile ma esaltante. A scuola la fortuna di insegnare Arte e Immagini mi costringe piacevolmente ad educare gli alunni a gustare l’arte attraverso il disegno, attraverso la descrizione e lo studio di opere. Vedere che c’è ancora qualche collega a cui interessa questo, qualcuno che condivide questa pre-occupazione, porta ad insistere e a cercare di fare bene. Condurli (educere) al rispetto di un monumento, al rispetto della loro città, al rispetto di una storia, di un popolo da cui provengono, una tradizione che giunge a loro e che va rispettata, questo è il mio intento, questo è uno degli obiettivi più importanti dell’insegnamento (in-signum).