Dispiace ancora una volta registrare, nelle partite di calcio, incongruenze e fallimenti da parte del sistema arbitrale. Siamo appena alla decima giornata e le tensioni da parte di allenatori, presidenti e tifosi crescono a dismisura. Ci si chiede, come ha fatto Ancelotti in conferenza stampa, se si è arbitrati da un arbitro in campo o da altre persone che a tavolino decidono sul risultato di una partita. La delusione per quello che è successo a Napoli e, conseguentemente, quello che è successo a Torino è immensa. Un rigore sacrosanto negato alla squadra di mister Ancelotti dove l’arbitro non ha ritenuto neanche opportuno andare a controllare il Var, dall’altra parte il rigore assolutamente inesistente regalato alla Juventus al 95’.

Ben contenti coloro che non seguono il calcio, che vedono scemare l’attenzione verso questo sport intriso di malaffare e parzialità. Ben contente le mogli che potranno vedere finalmente i film alla tv finora occupata dai mariti o dai figli che hanno seguito le partite e che, pian piano si stanno convertendo ai programmi di prima serata. La grande delusione impera. Non è più un gioco (non c’erano dubbi). Stratosferici interessi economici, scommesse, intercettazioni, minacce, scontri tra tifoserie, purtroppo tante persone che ci hanno perso la vita. Siamo sull’orlo  dell’esasperazione. E tutto questo per colpa, purtroppo, di persone incompetenti che, a tavolino, e dispiace dirlo, comandano, decidono, sporcano il gioco del calcio.

Nella partita con L’Atalanta, ad un certo punto, si sperava che i giocatori lasciassero il campo (e quella sembrava l’intenzione). Bisognava e bisogna dare un segno perché non si può continuare in questo modo. Chi domina a livello federale, economico e politico gestisce a piacimento arbitri, partite, risultati e campionati.

Il presidente De Laurentiis offeso e amareggiato si è espresso in questi termini: “Qui il problema è che io non credo che Rizzoli e Nicchi svolgano al meglio il proprio lavoro, loro diranno che non sta a De Laurentiis dirlo, ma io risponderò che io come gli altri presidenti di Serie A che provvedono all’esistenza della Serie B o della Serie C, dei loro sostentamenti, hanno il diritto di essere ascoltati. Altrimenti il signor Rizzoli e Nicchi si beccheranno gli 80 milioni di italiani che sono stanchi di questa supponenza e prosopopea. Basta! Ci siamo stancati, siamo noi che finanziamo il calcio, senza di noi andrebbero a pelare le patate“. E non ha torto anche se ci si aspetta una dichiarazione simile anche quando i torti li subiscono altre squadre.

Ancelotti, offeso e amareggiato ha tentato di controllare, da gran signore qual è, la rabbia del dopo partita:

“Mi sembra evidente il rigore, c’è il disinteresse del difensore per la palla. L’arbitro e il Var hanno preso una topica e chiuso il discorso. Ormai siamo arbitrati dal Var”. “L’espulsione? Ho detto a Giacomelli se non avesse il dubbio che fosse rigore e mi ha buttato fuori. Mi sento un po’ deluso, è un attacco alla mia professionalità, alla mia società e ai miei giocatori”.

La farsa continua in serata, quando alla Juve, ormai incapace di chiudere la partita contro un Genoa ordinato, aggressivo e pulito, in 10 per tutto il secondo tempo, viene letteralmente regalato un rigore inesistente. E non è il primo purtroppo.

In questo caso Var e arbitri sono stati immediatamente concordi nell’assegnare la massima punizione dopo che Dybala, Quadrado e compagni avevano scambiato il manto verde per una piscina visto il continuo simulare falli e spinte per ottenere ammonizioni e punizioni.

Purtroppo è una continua constatazione di un livello bassissimo di concezione del calcio. Non c’è paese europeo dove avviene ciò che accade in Italia. Eppure si dice che abbiamo la migliore classe arbitrale. Di sicuro alcuni giocatori solo nel campionato nostrano ottengono certi risultati svolgendo azioni disoneste.

Ci si augura che, a livello dirigenziale, si faccia un buon esame di coscienza e … di regolamento. Si sperava che il Var desse realmente una mano non solo agli arbitri ma anche chiarezza e onestà al gioco. E invece, da quello che si vede, la situazione è stagnante o, peggio ancora, in via di collasso. I tifosi sono esausti e rassegnati. Ancora una volta vince non il più forte ma il più furbo e potente.