Quando in Francia e Svizzera, nella prima metà del XV secolo, gli inquisitori, ecclesiastici e secolari, iniziarono a torturare e mandare al rogo le streghe, l’ipotesi di un sabba osceno e sacrilego, divenne un’indiscutibile credenza. La parola sabba potrebbe derivare dal francese S’ebattre, ovvero folleggiare, oppure dall’ebraico Shabbat, che vuol dire sinagoga, visto che la cerimonia anticamente si chiamava così e sapeva di paganesimo ed eresia.

Il cacciatore di streghe Pierre de Lancre

Da informazioni, strappate sotto tortura, si apprende che esistevano 4 grandi sabba annuali, il cui cerimoniale procedeva secondo un ordine molto rigido.

1) ASSEMBLEA: Si iniziava con l’assemblea vera e propria, che l’esperto Pierre de Lancre, ha descritto come “una fiera di mercanti venuti da ogni dove che si mescolavano tra loro, rabbiosi e semipazzi, una folla ondeggiante di circa 100.000 fedeli di Satana“.

2) OMAGGIO AL DIAVOLO: Poi veniva l’omaggio al Diavolo che poteva assumere le più svariate sembianze, mentre sedeva su un trono, le streghe si rivolgevano a lui in vari modi, inginocchiate supplicanti, in piedi voltandogli le spalle oppure calciavano verso l’alto in modo che la testa si piegasse all’indietro ed il mento puntasse verso il cielo. Ma l’omaggio vero e proprio era l’osculum infame, (il bacio infame), che veniva dato sulla vagina della strega.

3) BANCHETTO: Successivamente avveniva il banchetto, con tavoli apparecchiati, dove i partecipanti sedevano ed iniziavano a mangiare il cibo procurato dal demonio oppure portato dagli stessi. Il menu comprendeva portate come carni di fanciulli cotte ed approntate nella sinagoga, con aspetto ed odori che rivolterebbero lo stomaco più affamato.

Fonte articolo e foto: Fabio Giovanni Rocco, https://misterieprofezie.blogspot.com/2019/07/stregoneria.html