Non sappiamo in quale esatta data l’asteroide distruttore colpì la Terra: si pensa ad una data approssimativa, cioè a 65 milioni di anni fa. L’asteroide provocò vari eventi catastrofici che cambiarono in modo rilevante l’aspetto della Terra. Probabilmente l’asteroide aveva un diametro di 12 chilometri. Sappiamo con certezza che colpì la penisola dello Yucatan e causò anche l’estinzione dei dinosauri. Si calcola che l’energia sprigionata da quell’asteroide, a seguito dell’impatto, fu pari ad una esplosione nucleare di 190.000 gigatoni.

Conosciamo oggi persino il cratere causato da quell’impatto: si tratta del cratere Chicxulub che giace sotto il livello del mare.

Furono prelevati dei campioni di sedimenti che ci hanno rilevato con sicurezza la presenza di un particolare “basamento cristallino” fatto da graniti scaturenti proprio dalle profondità della crosta terrestre.

L’impatto dell’asteroide interessò quasi tutta la crosta terrestre. Le rocce colpite si fusero ma non del tutto. Ci fu sicuramente una tremenda onda d’urto. A seguito di questa onda d’urto si scatenarono sull’intero pianeta vari terremoti di violenza inaudita.

Da sempre sono caduti e cadono sulla nostra terra meteoriti e asteroidi di varia ampiezza, ma nella maggior parte dei casi si autodistruggono da soli o perdono la loro massa originaria nel momento dell’impatto con la nostra crosta terrestre.

Il 1° gennaio 2020 non è stato solo il primo giorno dell’anno dopo le euforie del giorno prima, ma è stato anche da ricordare per un evento particolare: alle ore 18:26 del primo gennaio 2020 è stato avvistato un meteorite di una dimensione non molto preoccupante, che ha iniziato a disgregarsi all’incirca a 30 km di altezza sulla Terra, poi la sua luce si è estinta.

Forse qualche frammento di questo corpo celeste è arrivato al suolo, in particolare nella zona di Modena (Pianura Padana). I frammenti di un meteorite o di un asteroide in genere sono ricoperti da una patina scura e con angoli smussati. Dobbiamo chiederci quindi se la Terra rischierà o no in futuro l’impatto con asteroidi di grandi dimensioni, o comunque in grado di provocare danni incalcolabili.

In verità nell’universo e in traiettoria di probabile impatto con la Terra esistono asteroidi di varie dimensioni, con diametri anche superiori al chilometro, che possono cadere sul pianeta, ma solo teoricamente. Infatti per ora l’eventuale distanza in avvicinamento alla Terra si può arroccare sempre su milioni di chilometri, quindi superiore di gran lunga alla distanza della Terra dalla Luna (384.000 km). Comunque le loro traiettorie vengono periodicamente controllate da vari telescopi. Tra questi, a breve, proprio in Italia ci sarà un telescopio europeo detto “occhio di mosca”, costituito da ben 16 telecamere che hanno la proprietà di ampliare il campo visivo, un po’ come avviene nel particolare occhio di un insetto. Questo importante telescopio verrà installato nel corso del 2020 in Sicilia sul Monte Mufara.

Un altro importante telescopio di avvistamento di asteroidi e meteoriti verrà molto probabilmente posizionato in Cile. In aggiunta a questi due telescopi si pensa di metterne un terzo in orbita per un avvistamento migliore. Speriamo che questi importanti strumenti di avvistamento possano avvertirci in tempo utile degli eventuali avvicinamenti di questi corpi celesti, onde apprestare gli opportuni preparativi e difese.