Carlo Levi, nel suo libro “Cristo si è fermato a Eboli” descrive la città con queste parole: “Allontanatami ancora un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case, e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera.” Nel corso degli ultimi decenni la città di Matera, conosciuta come la seconda Betlemme, è stata scelta per girare importanti film, “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini e “La passione di Cristo” di Mel Gibson.

Matera è una città antichissima, tra le città in cui la presenza dell’uomo è stata costante, senza soluzione di continuità. Il territorio custodisce (non sempre in uno stato integro) testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. Caso alquanto raro se non straordinariamente unico. Rappresenta una pagina straordinaria scritta dall’uomo attraverso i millenni di questa lunghissima storia. Nell’ottobre del 2014 Matera è stata designata Capitale Europea della Cultura per il 2019.

La storia dei sassi di Matera affonda le sue origini in un passato molto remoto; gli antichi ambienti rupestri scavati nella roccia sopra la gravina erano abitati fin dalla preistoria. Simbolo della cultura contadina ed agricola della città, i Sassi furono definiti intorno agli anni 50 “Vergogna Nazionale” per via delle condizioni igienico sanitarie in cui versavano i suoi abitanti e furono via via abbandonati, diventando una zona deserta ai margini della nuova città. E’ negli ultimi decenni che questa incredibile zona è stata protagonista di opere di recupero che hanno riportato i Sassi all’antico splendore ed è stata annoverata come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Matera è abitata da sempre. Ci sono testimonianze risalenti al Paleolitico che convivono serenamente con costruzioni ben più recenti; nel corso dei millenni l’uomo ha saputo adattarsi egregiamente a questo territorio incredibile, senza deturparlo. Il labirintico intrico di stradine, grotte scavate nel ventre della terra e chiese rupestri risale a 9000 anni fa.

«La città è di aspetto curiosissimo, viene situata in tre valli profonde nelle quali, con artificio, e sulla pietra nativa e asciutta. Seggono le chiese sopra le case e quelle pendono sotto a queste, confondendo i vivi e morti la stanza. I lumi notturni la fan parere un cielo stellato.» (Giovan Battista Pacichelli)

In merito all’etimologia del nome Matera, la città veniva chiamata “Mataia ole” dai Greci, che deriva da “Mataio olos”, il cui significato è “tutto vacuo”, con riferimento alla Gravina, fossa attraversata da torrenti. Ulteriore ipotesi è che il nome derivi da Mata (cumulo di rocce), radice utilizzata per diversi nomi geografici. E non manca chi ricollega il toponimo a Mater ovvero “madre terra”, a Materia o Materies, termini che indicavano la legna da taglio o da costruzione, in riferimento alle zone boschive in cui la città sorgeva. In realtà fu derivato a torto dal latino materia, in quanto si tratta alle origini di basi che designano “la terra della gravina”. Infatti “-eria” è una voce con significato di “fossato, gravina”.

Di sicuro il clima temperato, la presenza di acqua e di materie prime sono state le motivazioni che hanno spinto le antiche popolazioni a creare proprio in quei posti i propri insediamenti. Appena arrivati ci si chiede quali potessero essere le ragioni per uno stanziamento in quei luoghi a prima vista particolarmente aridi. Poi ci si accorge del buon clima; si fa mente locale sulla gravina portatrice di acqua; sulle sorgenti, sulla centralità del luogo in considerazione delle realtà pugliesi da una parte e lucane, calabre e campane dall’altra. A questo punto qualche risposta convincente sullo stanziamento inizia a venire fuori. Anche la roccia, che sembrava così ostica da apprezzare, risulta invece essere un’arenaria di facile lavorabilità e dalle proprietà di isolamento termico non indifferenti. Superati questi dubbi che subentrano al turista del caso, ci si compenetra con il territorio e con l’aspetto urbanistico assolutamente originale. Non solo i sassi di prima fattura ma anche le costruzioni successive come le chiese rupestri risultano molto interessanti. Evidenziano, infatti, una fede costante e duratura della popolazione forgiata nello spirito. Le cavità ricche di acqua, le strade che trasmettono storia, i palazzi e l’architettura in genere esaltano la bellezza di un ambiente e ne giustificano l’elezione, avvenuta nel 2014, ad essere Patrimonio dell’Umanità UNESCO e Capitale Europea della Cultura per il 2019.