Il cantante Marco Carta è stato arrestato venerdì 31 maggio per furto aggravato. Carta sarebbe stato arrestato alla Rinascente di piazza del Duomo, a Milano, insieme a una donna di 53 anni dopo aver cercato di uscire dal negozio con sei magliette del valore di 1.200 euro a cui aveva tolto il sistema “anti taccheggio”. Il cantante è stato fermato dalla polizia locale e per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari: oggi sarà processato per direttissima.

Marco Carta ha 34 anni, è nato a Cagliari nel 1985. Da piccolo perse il padre, malato di leucemia, e poi la madre, a causa di un tumore. Insieme al fratello è stato quindi cresciuto dalla nonna materna. Carta deve il suo successo al talent Amici di Maria De Filippi, che lo ha fatto conoscere al grande pubblico. Poi nel 2009 arrivò primo a Sanremo con il brano “La forza mia”.

Si dirà: “Sarà stata sicuramente una bravata, uno sfizio”. Quello che ha compiuto il cantante Marco Carta è, e speriamo, sia solo questo. Speriamo che questo ragazzotto di 34 anni capisca che ciò che ha fatto non è una bravata ma un furto a tutti gli effetti. Una cosa grave per lui e per tutti quei ragazzotti dai 10 anni in su, che qualsiasi sciocchezza compiono è sempre giustificata da loro e, troppo spesso dai genitori, come una bravata. Speriamo che si consideri in maniera chiara il gesto che ha compiuto. Anche perché crediamo che non ha bisogno di rubare.

In un tempo in cui non c’è più limite tra il bene e il male, dove tutto, in bene e in male, non ha un valore eterno, in un mondo dove buttare una cicca o violentare una donna risulta essere una bravata, forse qualche domanda ce la dobbiamo pur porre. Non si vuole fare di ogni erba un fascio, ma sembra che un criterio, una ragione a ciò che si compie, non si voglia più dare. Tutto è lecito, tutto è permesso, tutto è … orribile. Eppure abbiamo un alleato che è il nostro cuore. Lui può dire se un gesto corrisponde al bene o al male, lui solo indica un criterio; ma noi ascoltiamo l’istinto, l’essere più furbi, l’essere artefici di idiozie. Marco Carta, evidentemente ancora troppo ragazzotto, non ha idea del limite raggiunto. Un uomo seguito da fan, apprezzato nel mondo della TV, con un successo, discreto, ottenuto attraverso un programma televisivo anch’esso discreto, non può permettersi di compiere tali idiozie.

“Un esempio da non seguire!” Ecco cosa aspettiamo che si dica. Sembra che venga processato per direttissima. Carissimo Marco, prenditi le tue responsabilità. Dietro quelle maglie del valore di 1.200,00 euro c’è gente che lavora onestamente. Attraverso quel gesto hai testimoniato di essere, non più furbo, ma sicuramente un semplice ragazzotto poco maturo.