Solo in 50 presenti alle esequie di Antonio Cosimo Stano, il 66enne morto il 23 aprile a Manduria, brutalmente ucciso dal “branco”.

I parenti dell’uomo hanno cambiato all’improvviso il luogo delle esequie, ma probabilmente vista la vita solitaria di Antonio, non molti di più avrebbero preso parte al suo ultimo viaggio di addio.

I commenti di alcuni compaesani non sono sicuramente lusinghieri, sottolineando il carattere misantropo della vittima e che forse addirittura fosse un po’ strano.

Uno degli aggressori, e parliamo di 14 ragazzi di cui 12 minorenni, quasi per schermirsi, ha “chiarito” che tutti lo tenevano a distanza, ammettendo quanto fosse una preda facile, perché solo e debole. Nessuno infatti è intervenuto nella sera fatale alle urla e richieste di aiuto di via San Gregorio Magno. Ma pare che quella del 23 aprile non sia stata l’unica aggressione, in quanto spedizioni punitive si ripetevano frequentemente, perché filmate coi telefonini e poi diffuse sui social con il solo scopo di divertirsi.

Per lungo tempo Antonio è stato bullizzato, fino a quando alla fine di marzo si è chiuso in casa e non ne è più uscito. Sepolto sotto il suo dolore, si è lasciato andare, tanto che quando è arrivato in ospedale, secondo quanto riferito da uno dei medici, era in condizioni disperate, denutrito e disidratato. L’unico amico dell’uomo che andava a fargli visita, dice di aver capito che l’anziano non desiderava più vivere, ma nulla gli ha raccontato delle cattiverie subite. Antonio era molto riservato e dunque si suppone che neanche i parenti fossero a conoscenza della tragedia che viveva.

Alcuni dei ragazzi ora rinchiusi nelle proprie case, tra le lacrime dichiarano che non lo volevano morto, ma semplicemente stavano scherzando, e che lo hanno fatto solo per ridere.

 «Chi sapeva doveva parlare, Stano sarebbe ancora vivo. Si parla di bravate, ma queste sono bravate criminali. Chiederemo pene esemplari» ha sottolineato il procuratore capo Capristo. Dall’incontro dei magistrati  del 29 aprile sono emerse più chiaramente le responsabilità di ciascuno dei 14 ragazzi indagati. Si attendono gli esami istologici al fine di stabilire il nesso di causalità tra violenze e decesso.

Potrebbero esserci misure cautelari per qualcuno degli indagati.

FONTEQuotidiano.net
Articolo precedenteSfere d’acqua commestibili: Debuttano alla Maratona di Londra
Articolo successivoLa “Fidanzata d’Italia”, Alessandra Panaro, È Venuta a Mancare
Dott.ssa Assunta Mango, laureata in economia all’Università Federico II, giornalista, scrittrice, ricercatrice e mobility manager, addetta alla selezione e valutazione del personale nonché progettista presso il Comune di Napoli. Ha pubblicato: “Napoli Esoterica: I tre Decumani“, "Tempo e Tradizioni: I mestieri nel Presepe Napoletano", "Storie e leggende tra i due laghi“, "Mirate al cuore", "Io, sono Giuditta". Regista e sceneggiatrice di commedie teatrali e socia fondatrice dell’Associazione “Oltre i Resti“.