Romolo De Camillis, retailer director di Nielsen Italy – società operante nel ramo discount – ha rilasciato una dichiarazione su come la nascita di tali aziende abbia finito per costituire, in Italia, la più profonda frattura del modello distributivo, con una quota di valore del 26%.

A supportare le sue parole, in ambito finanziario, i quasi 18 miliardi di euro generati con il fatturato del 2018, che dimostra come, su quattro confezioni di un prodotto venduto, una è stata acquistata in una struttura del cosiddetto “canale discount”.

Inizialmente sorti per permettere ai consumatori di risparmiare a scapito della qualità, tali tipologie di punto vendita al dettaglio sono stati in grado di evolversi, fino a guadagnare una quota di mercato che, l’anno scorso, è riuscito a coprire il 19 % del consumo interno.

Tali dati di crescita esponenziale che nel 2008 erano del 13,5% dimostrano come, sullo scenario distributivo, la crescita sia proseguita, al contrario di ipermercati e liberi servizi, di cui da tempo si assiste a un sistematico declino – 12,5% per gli iper e 11,5% per i liberi – che rischia di costare posti di lavoro di difficile recupero.

Un simile sorpasso sugli altri player sulla piazza, in grado di superarli, può essere spiegato, almeno in parte, con la capacità di intercettare nuove fasce di consumatori con un progressivo ampliamento nell’assortimento di prodotti e servizi, insieme a una politica di diversificazione ben sviluppata.

Inoltre, attraverso l’apertura di nuovi punti vendita e una campagna di promozioni studiata per offrire prodotti sul totale del largo consumo confezionato, con ricavati che si attestano al 14,5%, con referenze di vendite in promozione che si aggirano all’8,5% in più.

In termini economici, si parla di un volume di affari del 28% con 18,5 miliardi di euro; un risultato raggiunto grazie alle 18 milioni di famiglie che, nel 2018, hanno varcato la soglia di un discount, con un cospicuo 60% localizzato al sud.

All’interno di un mercato competitivo come quello italiano, le scelte strategiche fatte dai discount hanno mostrato come sia ancora possibile creare ricchezza andando incontro alle esigenze finanziare delle famiglie; un modello del genere meriterebbe di essere seguito anche da altre realtà.