Ormai il bullismo e il cyberbullismo hanno assunto una rilevanza tale da richiedere strategie coordinate di intervento. Il fenomeno del bullismo a scuola oggi è in costante aumento e molto spesso ignorato, soprattutto nei casi in cui la violenza non è di tipo fisico, ma si tratta di un bullismo psicologico, quindi “invisibile”. Il cyberbullismo è un fenomeno allarmante anche in Italia dove un adolescente su tre dichiara di esserne stato vittima. Questa nuova forma di violenza tra i giovani ha reso urgente l’intervento delle istituzioni che sono chiamate a fare sinergia con il mondo della scuola con l’obiettivo di favorire una maggiore informazione e ricercare strumenti di prevenzione. Da qui la nota MIUR del 19 ottobre 2016 alla quale è allegato il “Piano Nazionale per la prevenzione del bullismo e del Cyber-bullismo a Scuola”.

Paolo Picchio, il padre di Carolina morta suicida a 14 anni per cyberbullismo scrisse alla Presidente della Camera, Laura Boldrini. Chiese che il Parlamento facesse l’ultimo passo per approvare la legge per la prevenzione e il contrasto al fenomeno nato sull’onda del caso di sua figlia, che si lanciò nel vuoto per troppo dolore.

Altri casi da allora si sono ripetuti come il raccapricciante caso di Vigevano, dove ragazzini tra i 13 e i 16 anni, per mesi hanno bullizzato con atti di violenza estrema un loro coetaneo, senza che nessuno se ne accorgesse. A questo punto Picchio non ce la fece più e scrisse di getto la lettera in cui tra l’altro disse: “Mi appello a lei, Presidente Boldrini: noi adulti stiamo dimenticando il nostro futuro, ovvero i nostri figli. In gioco c’è molto di più di un padre che trova la forza di scriverle affinché la memoria di sua figlia non sia tradita dalle Istituzioni”.

Paolo Picchio quattro anni fa perse la sua unica adorata figlia, 14 anni, “uccisa – come dice lui – da quei 2600 like, fatti di insulti e volgarità, a corredo di un video a sfondo sessuale messo in rete da ragazzini poco più grandi di lei”. Durante una festa le avevano fatto perdere conoscenza, poi l’avevano molestata e filmata, infine postato in rete il video che aveva subito raccolto migliaia di commenti. Carolina non ce l’aveva fatta a reggere e nella notte del 13 gennaio di quattro anni fa si era buttata dalla finestra di casa.

Il suo caso aveva suscitato clamore. La sua insegnate di musica, novarese anche lei, Elena Ferrara, aveva giurato di raccogliere il testamento di Carolina, che prima di lanciarsi nel vuoto aveva scritto: “Le parole fanno più male delle botte”.

Diventata senatrice, la Ferrara aveva subito presentato il disegno di legge, ormai cinque anni fa. Sembrava che il testo ormai fosse in dirittura d’arrivo e invece è passato tanto altro tempo.

Un testo che prevedeva novità importanti: ad esempio che ciascun minore ultra quattordicenne, nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità genitoriale, possa inoltrare al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato della vittima di cyberbullismo. Oppure l’ammonimento al bullo da parte del questore, prima che si formalizzi la denuncia e l’educazione continua nelle scuole.

Il Parlamento si è di nuovo fermato, mentre i casi di bullismo aumentano in modo impressionante: “Si parla di milioni” scrive Picchio citando stime del Miur. “Perché Montecitorio non vuole che passi questa legge?” si chiede il papà che da quando la sua Carolina se n’è andata, non si è mai fermato. Ha continuato a girare per le scuole di tutta Italia per sensibilizzare al problema. Intanto i bulli che hanno causato la morte di sua figlia, tutti condannati per reati gravissimi, stanno scontando la messa alla prova alternativa al carcere. Il signor Picchio aveva detto di augurarsi che nel loro percorso di recupero si preveda anche il fatto che vadano nelle scuole a spiegare quanto male si possa fare con atti di cyberbullismo. Uno solo di loro intanto ha chiesto perdono.

Ma il problema persiste e se non si continua a sollecitare la famiglia, nucleo fondante della società, e la scuola, poco si riuscirà ad ottenere.