I ricercatori del Duke Human Vaccine Institute di Durham, nella Carolina del Nord, hanno scoperto un particolare tipo di anticorpo anti-glicano – che sembra essere in grado di potersi legare allo scudo di zuccheri presenti sulla superficie esterna dei virus – e che potrebbe essere sfruttato per il possibile sviluppo di nuovi vaccini contro l’HIV.

Dotato della capacità di mimetizzarsi ed attaccare il rivestimento di zuccheri della superficie esterna dell’HIV per impedire al virus e a diversi altri patogeni – tra cui il Sars-Cov-2 – di poter sfuggire alla risposta immunitaria dell’ospite infettato, il glicano Fab-dimerizzato funge da “cavallo di Troia” impedendo ai virus di sembrare parte dell’ospite invece che pericolosi agenti patogeni.

Il piano dei ricercatori è di utilizzare le capacità strutturali e funzionali di tali anticorpi allo scopo di progettare vaccini che possano prendere di mira i glicani presenti sull’HIV – così da provocare una risposta delle cellule B per distruggere il virus – in quanto più comuni nelle cellule del sangue rispetto agli altri anticorpi neutralizzanti che attaccano determinate regioni dello strato esterno dell’infezione.

In precedenza, esisteva un unico studio su un anticorpo simile contro l’HIV – e che venne identificato quasi venticinque anni fa con la nomenclatura 2G12 – mentre il nuovo tipo di anticorpi, possiede una struttura rara e mai vista prima – parzialmente analoga a 2G12 – che consente alle sue molecole di legarsi saldamente a una zona specifica e densa di zuccheri sull’HIV, evitando le altre superfici cellulari avvolte dai glicani.

Essi rappresentano una scoperta entusiasmante, in quanto permettono di superare una delle più grandi complessità associate ad altri tipi di anticorpi neutralizzanti, permettendone l’identificazione grazie all’isolamento di una cellula immunitaria – scoperta in diversi esemplari di scimmie e negli esseri umani – risultati in grado di produrre tale tipo di anticorpi; di certo, non è stato semplice arrivare alla loro identificazione, ed ora rappresentano una nuova forma di difesa per l’ospite, e potrebbero essere efficaci contro una massiccia serie di agenti patogeni.

 

Fonte articolo: scienze.fanpage.it

Fonte foto: busnagosoccorso.it