I siti ove si trovano alcuni Dei egizi si trovano proprio nel centro di Napoli. I luoghi sono i sotterranei del Palazzo del Panormita, il giardino di Palazzo Pignatelli di Toritto nei pressi di Piazza S. Domenico, il Palazzo Sansevero e la Cappella Sansevero.

Circa duemila anni fa, prima di Cristo, una colonia di persone provenienti da Alessandria d’Egitto si stabilì con varie abitazioni e botteghe nell’antica Neapolis. Qui eressero un monumento al Dio Nilo in memoria delle loro patrie lontane, portando nel contempo in città i loro riti.

Fu dunque scolpita una meraviglia scultorea, la famosa statua del Nilo. Qui il fiume è rappresentato da un uomo barbuto col ventre sporgente ed un seno femminile. Il vecchio poggia sul suo lato sinistro su un sasso, da cui sgorga l’acqua.

Accanto alla statua c’è una sfinge, la cui testa, trafugata e poi ritrovata, è stata rimessa al suo posto. Anche la statua del Nilo, come altri reperti, sparì nel nulla per lungo tempo, per poi ricomparire dopo molti secoli.

La zona che circonda la statua del Nilo culmina nel tempio dedicato ad Iside, ricordata per alcuni riti molto particolari.

Secondo la leggenda, Iside, dea della natura e della magia, simboleggiava la fertilità e con l’aiuto di sua sorella Nefti recuperò le parti del corpo di Osiride morto. Così lo riportò in vita. L’area del tempio di Iside fu frequentata e utilizzata dal principe di Sansevero, noto per molti esperimenti anche umani. Il principe, per compiere i suoi esperimenti, voleva utilizzare proprio il luogo di forze e i motivi esoterici relativi al tempio di Iside. Ancora oggi non si conosce dove sorgeva questo tempio: i Sacerdoti della dea erano convinti che l’area della statua del Nilo avesse caratteristiche magnetiche.

L’antica Napoli non smette mai di stupirci. Il suo centro storico è un misto di varie culture (greca, romana, egizia, bizantina) di grande attrazione per i turisti che nel corso dell’anno la visitano.