Molte persone, in Italia, seguono le partite di calcio in televisione e negli stadi, ma probabilmente non tutti sanno che questo sport ha un’origine storica plurimillenaria. Infatti un gioco con la palla veniva praticato nell’XI secolo a.C. in Cina e in Giappone. In quell’epoca bisognava calciare il pallone e mandarlo in un buco, costituito da due semplici canne di bambù, servendosi soltanto dei piedi.

Tracce di questo gioco le troviamo nell’antica Grecia e a Roma.

In Grecia nel 1000 a.C. si giocava l’Episkiros (cioè la linea centrale che divideva il campo in due parti), divenuto a Roma l’Harpastum (cioè strappo con forza). Anche allora il campo di calcio era rettangolare, delimitato da linee di contorno e da una linea centrale.

L’abilità dei giocatori consisteva nel poggiare la palla sulla linea di fondo del campo avversario. Al contrario di quanto previsto dall’attuale regolamento del calcio, si permettevano i passaggi sia con le mani che con i piedi. La palla era sempre di cuoio e l’involucro interno veniva riempito o con piume o con una camera d’aria fatta di un’apposita vescica.

Tracce di questo popolare gioco le ritroviamo anche nel 1300 d.C. (epoca Medievale). Allora veniva praticato esclusivamente con i piedi; ritroviamo tracce del calcio nella Firenze Dei Medici.

Poi nel 1617, in Inghilterra, grazie a Giacomo Stuart, il gioco con la palla fu largamente praticato: proprio qui comparvero le prime regole scritte di un gioco, che prevedeva due squadre o di undici o di ventidue giocatori, nonché l’uso sia dei piedi che delle mani.

Il 24 ottobre 1857, divenne una data celebre: venne fondato il primo club di football al mondo.

Successivamente questo sport si diffuse rapidamente in tutto il mondo.

Nel calcio attuale i calciatori sono undici, compreso il portiere; poi ci sono l’arbitro, il guardalinee e gli assistenti. Una sua regola fondamentale è da ricordare: il pallone non può essere in alcun modo toccato o colpito, né con l’avambraccio né con le mani. Si usano prevalentemente i piedi. Il portiere è l’unico che può toccare il pallone con le mani, ma sempre nella propria area di rigore e sempre che non gli venga passato con i piedi da un calciatore della stessa squadra. Queste regole sono in tutto diciassette e riguardano un po’ tutto: il terreno di gioco, l’arbitro, il pallone in gioco o non in gioco, il fuori gioco, i falli, ecc.

A queste regole si aggiungono altre norme aggiuntive e direttive della Federazione Internazionale del Calcio.

La partita di calcio, come si sa, dura 90 minuti ed è divisa in due tempi di quarantacinque minuti ciascuno. Tra un tempo e l’altro c’è un intervallo di quindici minuti. In caso di necessità, vengono concessi tempi supplementari; se dopo essi non emerge nessun vincitore (cioè in caso di pareggio), si può passare ai calci di rigore: a questo punto vince chi per prima porta a segno più rigori nella porta della squadra avversaria.

 

 

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