L’antica Pompei fu seppellita da ceneri e lapilli nel 79 D.C. (per alcuni era il 24 agosto, per altri il 24 ottobre).

Gli scavi voluti dai Borbone portarono alla luce un numero enorme di reperti di ogni dimensione. La storia dei soprintendenti degli scavi di Pompei merita una giusta attenzione sin dal 1863, l’anno della nomina di Fiorelli, per arrivare ai tempi di Amedeo Maiuri, leggendario sovrintendente alle Belle Arti, che fino all’ultimo trattò con gli Alleati per evitare un bombardamento aereo sugli scavi di Pompei, con il pretesto che ospitavano una inesistente divisione corazzata tedesca. Non riuscì nel suo intento. Così il bombardamento ci fu realmente e ben 160 bombe piovvero sui preziosi reperti di Pompei. Il coraggioso Maiuri però non fuggì. Rimase negli scavi fino alla fine dei bombardamenti, rimanendo poi ferito.

Questo fu un fulgido esempio di amore ed umanità nei confronti dei preziosi reperti, che, grazie a lui, furono in parte ricostruiti.

Ma può l’essere umano andare contro se stesso con azioni che cancellano addirittura la sua storia passata? Probabilmente è l’unico degli esseri animati presenti sulla Terra che può arrivare a fare azioni disdicevoli e disumane. Ciò non pare che ci abbia insegnato nulla, ricordando con grande tristezza quello che fecero i miliziani dell’ISIS in un’altra parte della Terra: Palmira, in Siria.

Anche lì i preziosi reperti archeologici di età romana furono in gran parte distrutti a colpi di martelli pneumatici. Anche in quella occasione si cercò di accreditare l’evento ad un preteso contrasto tra la religione musulmana e i ruderi di epoca romana.

Se esistessero degli alieni in altri mondi, il loro giudizio sull’umanità potrebbe essere estremamente negativo.

Ancora una volta diciamo: la storia non ci ha insegnato proprio nulla. Però non dobbiamo mai disperare, anche considerando che in ogni epoca c’è sempre qualcuno in grado di risvegliare la sensibilità umana, per contrapporla alla presunzione, alla ignoranza di pochi. Tutti dovremmo prendere esempio dal grando Amedeo Maiuri, mosso da un amore straordinario per i reperti archeologici.

 

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