Con l’Hellas Verona comincia un nuovo campionato per il Benevento. Altre dieci partite, altri trenta punti in palio. Una speranza sottilissima basata sulle forti emozioni che questo campionato sta dando, certo un po’ meno man mano che la stagione tende a chiudersi. Ma non tutto è finito. Ci crediamo! Non può finire così un campionato dove l’esito era banalmente preventivato soprattutto dai professionisti del malocchio. I punti conquistati non sono capitati a caso; le tante partite giocate bene, in maniera assolutamente dignitosa ci danno speranza. Una squadra ricostruita a gennaio, sei o sette nuovi innesti, alcuni di spessore internazionale come Sagna, Sandro, Djuricic, Tosca, Guilherme e altri, hanno dato sicuramente un gioco convincente, non certo i risultati. Quest’anno almeno cinque partite perse al 94esimo. Grandi prestazioni allo Juventus Stadium o con squadre blasonate come l’Inter, il Milan. Ma pochi punti raccolti. Come mai? Poca convinzione? Preparazione inadeguata? Molti non sanno dare una risposta. Lo stesso mister De Zerbi, coraggioso oltre ogni limite nell’aver accettato un incarico a zero punti in classifica, ha fatto capire che la serie A non è come la serie cadetta. Una categoria dove serve dare il 100% sempre, dove la bravura del singolo serve a spostare l’ago della bilancia di una partita equilibrata. Ecco, forse al Benevento manca un uomo chiave, un “esperto” che rompa gli equilibri. Spesso delle banali disattenzioni hanno portato a sconfitte immeritate. Spesso l’inesperienza di un solo calciatore ha mandato in frantumi un lavoro durato una settimana.

Ora siamo qui a fare improbabili conti, a sperare come i tanti tifosi sparsi in Italia. La tifoseria, che sta regalando spettacolo ovunque vada, segue in maniera massiccia, ordinata, civile la squadra in ogni trasferta. In casa circa diecimila abbonati regalano coreografie stracolme di colore ma soprattutto di rispetto. Il calcio è un gioco, strapieno di denaro, ma pur sempre un gioco. Non si può perdere la faccia per una partita. Di sicuro la faccia Benevento la sta riconquistando anche attraverso il calcio.

Tanti sono coloro che, passeggiando per la città in occasione di partite della loro squadra, venendo a Benevento, apprezzano una storia millenaria e una città capace di dare ospitalità, tanta arte, cibo buono e simpatia. Insomma una città che da qualche anno, grazie alle promozioni continue della squadra di calcio, ha goduto di una immensa popolarità. Credere in una salvezza calcistica è una speranza che abbraccia anche una fioritura della città stessa. Un connubio inevitabile, indissolubile. Sport e denaro. Ed è questo anche il bello e a volte il brutto del calcio. Sponsor, immagini, pubblicità, interessi ma … tanto cuore.