Anche il Papa ha ricordato nella messa del mattino a Santa Marta, gli infermieri. “Oggi è la Giornata degli infermieri. Preghiamo oggi per gli infermieri e le infermiere, uomini, donne, ragazzi e ragazze, che hanno questa professione, che è più di una professione, è una vocazione, una dedizione. Che il Signore li benedica. In questo tempo della pandemia hanno dato esempio di eroicità e alcuni hanno dato la vita. Preghiamo per le infermiere e gli infermieri.”

Quando, durante la guerra di Crimea, i soldati videro Florence Nightingale, instancabile, girare giorno e notte tra i feriti, per tutti divenne la “dama della lampada“. È in onore di Florence, figlia della ricca élite borghese britannica, universalmente riconosciuta come la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, che ogni anno il 12 maggio si celebra la Giornata Internazionale dell’infermiere. I genitori la chiamarono Florence, in omaggio alla città dove venne alla luce, il 12 maggio 1820. In vista della Giornata Internazionale dell’infermiere, anche la National Gallery di Londra invita i suoi appassionati a celebrare gli operatori sanitari con una speciale galleria di dipinti dalla sua collezione che ritraggono medici e professionisti della salute. Tra i capolavori “esposti”, ‘Tobia e l’Angelo‘ della Bottega del Verrocchio (con il pesce e il cane che, secondo alcuni, sarebbero della mano di Leonardo) al ritratto di Giovanni Agostino della Torre, illustre medico bergamasco del ‘500, di Lorenzo Lotto o, ancora, l’antiquario e medico, Ludovico Nonnius, nel dipinto di Peter Paul Rubens.

E proprio in occasione del bicentenario della nascita di Florence Nightingale, ben prima dello scoppio del Coronavirus, l’Assemblea Mondiale della Sanità aveva dichiarato il 2020 l’Anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica, consacrandolo a tutti quelle donne e uomini oggi diventati i nuovi eroi dal cuore d’oro. Che Florence avrebbe lasciato un’impronta nella storia, fu evidente sin da subito. La più piccola delle sorelle Nightingale, preferì sempre lo studio alle frivolezze, seguendo le orme del padre, William Edward Nightingale, pioniere dell’epidemiologia, scegliendo la “chiamata” alla vocazione da infermiera, nonostante al tempo il mestiere fosse tanto poco stimato da essere equiparata appena a una vivandiera.epidemiologia,

Nel 1854 l’Impero britannico, alleato della Turchia, entra in guerra contro la Russia che vuol conquistare Costantinopoli, e manda una spedizione in Crimea. I primi successi sono seguiti da notizie allarmanti sui soldati feriti e malati lasciati morire senza assistenza. Il 21 ottobre, con l’autorizzazione di Sidney Herbert, di nuovo ministro della guerra, Florence parte insieme a 38 infermiere per Scutari, sede dell’ospedale militare britannico. Trova diecimila soldati in condizioni disumane di sporcizia e di abbandono che si contagiano l’un l’altro con malattie infettive; mancano tutte le attrezzature, persino l’acqua è razionata. Lavorando giorno e notte con il suo seguito, Miss Nightingale impone procedure igieniche e razionali. I comandi militari cercano di sabotare il successo dell’intrusa, un’arrogante, e screditarla presso il suo amico ministro, ma è appoggiata in patria dal quotidiano «The Times» che narra della “Signora della Lampada”, l’angelo che anche di notte veglia e assiste.

Impone precetti e linee guida seguiti ancora oggi nella cura  del paziente, alla base sia dei corsi della Nightingale Training School che istituì nel 1860, che delle Notes on Nursing, smilzo libretto di 136 pagine, diventato pietra miliare del curriculum delle scuole per infermieri. Capace di trattare a tu per tu con i grandi luminari e politici del tempo, fra i tanti primati della Nightingale ci fu l’esser la prima donna membro della Royal Statistical Society. Ispirò così Henry Dunant per la creazione della Croce Rossa Internazionale.

Dalla sua morte, avvenuta a Londra il 13 agosto nel 1910, Florence Nightingale è venerata dalla scuola anglicana.

Le furono dedicati due musei in patria, uno nella casa di famiglia della sorella, Claydon House nel Buckinghamshire, e il più celebre Florence Nightingale Museum al St Thomas’ Hospital di Londra. Tutto rimandato al momento per l’emergenza Coronavirus, ad eccezione della mostra “Nightingale in 200 Objects, People & Place” che il museo ha trasferito on line per raccontare la donna, la leader, la statista e l’infermiera, ma anche le sue teorie mediche o il ruolo di icona nella cultura pop.