Sulle “esternazioni” di uno dei geni del calcio, certo Zlatan Ibrahimovic, se ne sono dette e raccontate tante, alcune vere (tante purtroppo) altre un po’ fantasticamente ingrandite. La passione per il calcio a quasi 40 anni, è indiscutibile. La serietà, la professionalità che resta immutata come quando ne aveva 15, lo rendono di sicuro uno dei personaggi più seguiti nel panorama sportivo mondiale. Resta, ora, il dubbio sulla sua permanenza al Milan dato che non riduce la sua grande capacità mediatica e il fatto di voler essere protagonista, in campo e fuori. Tante le vicende che lo hanno accompagnato in questi anni; pian piano escono fuori aneddoti, storie estroverse, leggende e, purtroppo, anche verità un po’ fastidiose.

Prima del suo riapprodo al Milan Ibrahimovic ha militato nel campionato americano con il L.A. Galaxy lasciando il segno in diverse esibizioni calcistiche, vere e proprie esagerazioni sportive dal punto della performance atletica e più propriamente sportiva. Assieme a queste esibizioni il nostro Ibra ha mostrato, soprattutto quanto ci tenesse per l’aspetto professionale in campo e, quindi, per la propria squadra e per la maglia che, nel tempo ha indossato (e ne ha cambiate molte…). Particolarmente emblematica è una storia che il suo compagno di squadra Joao Pedro ha raccontato di recente.

Ibrahimovic minacciò fortemente i suoi ex compagni di squadra dei Los Angeles Galaxy dopo una bruciante sconfitta in Mls. L’episodio, racconta Joao Pedro, risale a una trasferta sul campo degli Houston Dynamo: “Passiamo in vantaggio, loro ribaltano il risultato, negli ultimi minuti facciamo 2-2 ma loro rispondono e vincono 3-2. A fine partita, nello spogliatoio, Zlatan ci ha fatto un incredibile rimprovero, ma allo stesso tempo è stato divertente”.

“Si rivolse a noi e disse: Ragazzi, se avete intenzione di stare qui per una passeggiata sulla spiaggia o per andare a Hollywood, basta dirlo! Ho 300 milioni sul mio conto, ho un’isola, non ne ho affatto bisogno. Il primo che mi dice qualcosa, lo ammazzo! È di un altro livello e ha una personalità molto forte” conclude quindi Joao Pedro parlando dello svedese.

Di sicuro, fermo restando la durezza dello sfogo, non è facile trovare qualcuno, soprattutto tra i “docili mercenari” giocatori attualmente in giro, che abbia un tale legame per la maglia, un approccio serio e professionale così forte con le società dove milita. L’aspetto economico non lo ha mai trascurato ma da questo punto di vista è sicuramente un esempio.