“Io resto a casa”. Questa è la frase che ormai tutti provano ad inculcare nella routine quotidiana degli Italiani attraverso l’informazione, dagli influencer sui social ai programmi trasmessi sulle Reti televisive.

Doc-Nelle tue mani, una fiction andata in onda giovedì 26 marzo su Rai 1 diretta da Jan Maria Michelini e Ciro Visco ne è l’esempio lampante.                                                        L’attore Torinese Luca Argentero conquista il ruolo da protagonista interpretando un brillante primario di Medicina interna, il dottor Andrea Fanti, poco empatico con i pazienti ma  devoto con tutto se stesso alla loro cura, al fine di accelerarne il prima possibile la guarigione.

L’esistenza di Andrea Fanti si sgretola dopo uno sparo che gli cambia la vita per sempre: una pallottola in testa, quattro ore di operazione, cinque di coma e al risveglio la terribile realtà: gli ultimi dodici anni della sua vita sono stati completamente rimossi dalla memoria.

La fiction racconta una storia accaduta realmente al dottor Pierdante Piccione, attualmente uno degli eroi in prima linea contro il coronavirus e porta sullo schermo, un luogo dove tantissimi italiani, troppi purtroppo, stanno attualmente lottando per sconfiggere il contagio: l’ospedale.

Grazie a questa serie tantissime persone potranno capire la prontezza che deve avere un medico ogni volta che c’è da prendere una decisione importante, quanto sia necessario lavorare il doppio per aiutare a tutti i costi chi soffre, chi vive un malessere; e questo grazie agli studi fatti in tanti anni di carriera e ad un grande atto di professionalità nonché umano.

Nei prossimi giovedì verranno trasmessi i successivi tre episodi, per poi lasciare lo spettatore con il fiato sospeso in assenza di un finale di stagione a causa di un progetto non ancora terminato. Doc è stata infatti bloccata durante le ultime riprese a causa dell’emergenza coronavirus.                                                                                     La scelta di mandare ugualmente in onda la serie, nasce dall’esigenza di sensibilizzare coloro che sono all’ascolto, trasmettendo quanto lavoro, fatica e dedizione ci sia dietro quel camice bianco, che ogni giorno e ogni notte un medico indossa per salvare le vite di coloro che si ammalano.

È per rispetto di questo, per coloro che stanno lottando, che bisogna restare a casa, rispettare le regole e augurarsi anche attraverso i tanti messaggi di speranza che si ricevono dai mezzi di informazione, che quanto sta accadendo possa diventare un momento storico “particolare” da poter raccontare, dove purtroppo sono morte tante persone ma che grazie alla capacità di resistenza, tante altre sono tornate alla loro vita.