Qual è in fondo la differenza tra assistenzialismo di Stato e solidarietà tra cittadini? Innanzitutto l’idea che ho di me. Per povero che possa essere, per quanto insignificante mi possa sentire all’interno della società, posso aiutare qualcuno, contribuire a rendergli migliore l’esistenza, dargli una mano a superare giornate difficili. Un senso di se stessi diverso, in fondo, è quello che potrà insinuarsi in questa giornata popolare di educazione alla solidarietà. (G. Vittadini)

“CHE COSA ESPRIME IL GRIDO DEL POVERO SE NON LA SUA SOFFERENZA E SOLITUDINE, LA SUA DELUSIONE E SPERANZA? LA RISPOSTA È UNA PARTECIPAZIONE PIENA D’AMORE ALLA CONDIZIONE DEL POVERO. PROBABILMENTE, È COME UNA GOCCIA D’ACQUA NEL DESERTO DELLA POVERTÀ; E TUTTAVIA PUÒ ESSERE UN SEGNO DI CONDIVISIONE PER QUANTI SONO NEL BISOGNO, PER SENTIRE LA PRESENZA ATTIVA DI UN FRATELLO O DI UNA SORELLA. NON È UN ATTO DI DELEGA CIÒ DI CUI I POVERI HANNO BISOGNO, MA IL COINVOLGIMENTO PERSONALE DI QUANTI ASCOLTANO IL LORO GRIDO. IL GRIDO DEL POVERO È ANCHE UN GRIDO DI SPERANZA CON CUI MANIFESTA LA CERTEZZA DI ESSERE LIBERATO”.

E’ questo lo scopo della giornata Nazionale della Colletta Alimentare, promossa dalla Fondazione Banco Alimentare. In oltre 13.000 supermercati d’Italia, come ogni anno tantissimi volontari invitano a donare alimenti a lunga conservazione come pasta, pelati, tonno, biscotti, olio, che nei prossimi mesi verranno distribuiti a più di ottomila strutture caritative – mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza – che aiutano più di 1.580.000 persone bisognose in Italia, di cui quasi 140.000 bambini.

“La Colletta Alimentare è innanzitutto un incontro, in cui ognuno diventa protagonista e sperimenta la gioia della condivisione”, continua Giussani. “Per questo il nostro primo invito rimane quello di recarsi in uno dei 13.000 supermercati che aderiscono all’iniziativa, ma vorremmo anche coinvolgere tutti coloro che, per i motivi più diversi, scelgono oggigiorno di fare la spesa online. Vogliamo offrire a tutti la possibilità di dare il proprio contributo”. Le donazioni di alimenti ricevute in quel giorno andranno a integrare quanto il Banco Alimentare recupera quotidianamente, combattendo lo spreco di cibo.

In fondo, la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, come voleva don Luigi Giussani, è un grande gesto popolare di educazione alla carità. Perché, mentre si farà tutto il possibile per sconfiggere la povertà, per migliorare la vita del nostro prossimo (quanto costerebbe allo Stato intervenire per così tante persone?) si comprenderà che “la carità è sempre necessaria, anche nella società più giusta”, come disse Benedetto XVI, perché il nostro bisogno di esseri umani è infinito.