Eugenio Finardi qualche tempo fa, era il 1976, cantava e faceva cantare “La radio”, una canzone dal testo semplice e immediato e dalla sonorità attraente. Era un modo per suggerire l’ascolto libero della radio fatta di parole, suoni e tanti sogni.

Quando son solo in casa

C’è qualcosa di molto facile
Che io posso fare:

È accendere la radio
E mettermi ad ascoltare

Amo la radio perché arriva dalla gente

Entra nelle case
E ci parla direttamente
E se una radio è libera
Ma libera veramente
Mi piace ancor di più
Perché libera la mente

Con la radio si può scrivere
Leggere o cucinare
Non c’è da stare immobili
Seduti lì a guardare
E forse proprio questo
Che me la fa preferire
È che con la radio non si smette di pensare

syracuse.com

E’ proprio così, con la radio non smetti di pensare, ragionare, sognare. Oggi si celebra la Giornata mondiale della Radio. 13 Febbraio è l’anniversario della prima trasmissione radio dell’ONU: era il 1946.

Da Guglielmo Marconi, che brevettò il primo radiotelegrafo nel 1909, ad oggi sono arrivate molte innovazioni, ma la radio sembra conservare un ruolo di primaria importanza nella comunicazione di idee. Infatti la radio continua a essere strumento di dibattito e libertà d’espressione. Ogni anno la giornata della radio ha una tematica. Lo scorso anno, il 2020, si celebrò la diversità: la radio come promotrice della diversità in tutte le sue forme.

Per il 2021 l’UNESCO ha scelto 3 tematiche da affrontare nella Giornata Mondiale della Radio:

EVOLUTION: Il mondo cambia, la radio evolve. Questo sotto-tema si riferisce alla resilienza della radio, alla sua sostenibilità e alla sua continua evoluzione con il passare del tempo e delle tecnologie.

INNOVATION: Il mondo cambia, la radio si adatta e innova. La radio ha dovuto adattarsi alle nuove tecnologie per rimanere il mezzo di riferimento della mobilità, accessibile ovunque e per tutti.

ecodisavona.it

CONNECTION: Il mondo cambia, la radio si collega. Questo sotto-tema mette in evidenza i servizi radiofonici alla nostra società: disastri naturali, crisi socioeconomiche, epidemie, ecc.

Oggi i media sono tanti e diversi, ma la radio conserva una sua dignità. La sua presenza è quotidiana nella vita di milioni di persone. Con l’avvento di Internet sono stati in molti a profetizzare una catastrofe imminente per l’industria radiofonica: ma sono stati cattivi profeti, perché ad oggi sono molte le piattaforme radio che sfruttano la connettività per trasmettere.

L’ONU celebra la radio come mezzo di comunicazione libero e a basso costo. In alcune parti del mondo particolarmente povere e con analfabetismo diffuso, la radio resta tuttora l’unico mezzo di comunicazione disponibile. Insomma, la radio raggiunge le persone più vulnerabili e le comunità isolate.

La libertà di espressione resta il cuore fondante della Radio. Se nacque per esigenze pratiche di comunicazione veloce, oggi ha raggiunto livelli di facile e libera comunicazione, di scambio, dialogo, confronto.

Quindi, rubando le parole di Finardi … se una radio è libera ma libera veramente piace ancor di più perché libera la mente. Condizione essenziale di ogni tipo di comunicazione è la libera espressività, la libera parola, la libera critica. E questo la Radio, da sempre, lo permette.

foto in copertina: fandangogroovers.wordpress.com