Esclamazioni, frasi spiritose e risolutive, concetti e deduzioni di personaggi famosi e storici che hanno regalato al mondo e che sono divenuti in molti casi straordinarie citazioni che tutt’ora si utilizzano. In questo periodo di chiusura forzata possiamo raccontarci e leggere di storie ed avvenimenti straordinari che dal passato ci possono insegnare.

Per esempio, con Alessandro Magno, che trovandosi ad Atene, volle vedere Diogene. Circondato dalla sua corte, andò a visitare il filosofo nella sua botte, e, standogli dinanzi, gli domandò che cosa poteva fare per lui per dimostrargli ammirazione. Il filosofo di Sinope, detto il Cinico o il Socrate pazzo, gli rispose di ‘togliersi dal sole’. E se i cortigiani si indignarono per questa risposta altezzosa, Alessandro ne restò ancor più ammirato e disse: “Se non fossi Alessandro vorrei essere Diogene.” Diogene, che morì nel medesimo giorno nel quale Alessandro Magno quando spirò a Babilonia, amava la povertà al punto di decidere di abitare nella famosa botte e di possedere soltanto una scodella. Ma un giorno, vedendo un bambino che beveva dal cavo della mano, gettò via anche la scodella esclamando: “Un fanciullo mi ha dato lezione di semplicità”. Egli era veramente particolare tanto che fu introdotto da un tale in una casa sontuosa tanto da proibirgli di sputare a terra. Il filosofo allora si schiarì la gola e gli sputò in faccia, dicendo di non essere riuscito a trovare un posto peggiore per farlo.

E sempre nel mondo della filosofia una volta Socrate si recò fuori da Atene, e trovandosi in un paese straniero gli fu chiesto di quale luogo fosse cittadino. Socrate rispose: “Sono cittadino del mondo”.

Una sera Voltaire, mentre discuteva di religione con alcuni amici filosofi, disse: “Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo”. Allora Diderot rispose: “È appunto quello che hanno fatto”.

Nel campo musicale, invece, fu chiesto a Beethoven di dare un giudizio su Bach, che in tedesco antico vuol significare ‘ruscello’, al che il grande compositore rispose: “Non è un ruscello, è un mare!”.

Voltaire
Voltaire

Così, rispose ad un ragazzo, Mozart, che gli chiedeva come si faceva a scrivere una sinfonia. E il musicista viennese rispose: “Sei molto giovane, perché non cominci con una ballata?” L’aspirante giovane compositore insisté: “Ma voi avete cominciato a comporre sinfonie a dieci anni”. “Sì, ma non ho mai chiesto come si fa”.

In letteratura… Alexandre Dumas (padre) e Honoré de Balzac non erano in buoni rapporti, tanto che si stuzzicavano sempre. Un giorno si incontrarono per combinazione in casa di amici e Balzac, rivolgendosi all’altro, disse ad alta voce: “Quando sarò rimbecillito scriverò anch’io per il teatro”. “Allora comincia subito”, rispose Dumas.

L’inglese Tolkien, lo scrittore autore de “Il signore degli anelli”, faceva l’insegnante e raccontava d’aver iniziato a scrivere “per vincere la noia dei lunghi pomeriggi trascorsi a correggere i compiti degli allievi”. Mentre, un giorno Franz Kafka disse scherzando all’amico Max Brod: “Un cretino è un cretino. Due cretini sono due cretini. Diecimila cretini sono un partito politico”.

Il 30 giugno 1860 si verifica il primo scontro pubblico tra i sostenitori della teoria evoluzionistica di Charles Darwin, rappresentati dal naturalista inglese Thomas Huxley che si autodefinì il “mastino di Darwin” e i credenti all’immutabilità creazionistica, rappresentati, invece, dal vescovo di Oxford Samuel Wilberforce, soprannominato “Soapy Sam” (Sam il viscido). Durante il meeting il vescovo provocando affermò: “Vorrei chiedere a Mr. Huxley se è per parte di suo nonno o per parte di sua nonna che discende da una scimmia”. La risposta di Huxley non si fa attendere: “Se mi si chiede se preferirei avere una miserabile scimmia come nonno, oppure un uomo altamente dotato dalla natura, che possiede molte facoltà e grande influenza, e che tuttavia utilizza queste facoltà e questa influenza al solo scopo di introdurre il ridicolo in una grave discussione scientifica, non esito ad affermare la mia preferenza per la scimmia”.

Ma straordinaria è stata la risposta di un popolano quando si fermò in un’osteria, Giorgio II d’Inghilterra ed ordinò un uovo. Quando l’oste gli presentò un conto astronomico, il re chiese: “Sono così rare le uova, qui?”.No, sire” rispose il popolano, “sono rari i re!”

Ma è nel pieno del ‘900 nacquero tantissime espressioni che divennero ‘parte del popolo’. Verso la fine del secondo millennio ci fu un tale che venuto a sapere che all’ingresso del parlamento europeo si distribuivano dei preservativi esclamò: “Per fortuna, con tutti i figli di … che ci sono in giro, era ora che il nostro sistema politico prendesse delle precauzioni!”.

È proprio la politica fece nascere molte locuzioni e frasi esplicative… Ronald Reagan affermò: “La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte invece trovo che assomiglia molto di più alla prima”. Così in quegli anni un giornalista chiese un giudizio sui ministri del suo governo a Margaret Thatcher, la quale rispose: “Non m’importa quanto a lungo parlino: mi basta che facciano quello che dico io”.

Quindi non possiamo non ricordare le parole del presidente francese PompidouNon bisogna confondere lo statista con il politico: il primo è un politico che si pone al servizio del suo Paese. L’altro è uno statista che pone il Paese al suo servizio”.

Terminiamo con tre grandi del ‘900. Nel 1933 Sigmund Freud fu informato del fatto che in Germania i suoi libri erano stati bruciati pubblicamente ed esclamò: “E poi c’è chi nega il progresso! Oggi si accontentano di bruciare i miei libri, nel Medioevo avrebbero bruciato anche me”.

Sua santità papa Wojtyla, quando ancora era arcivescovo di Cracovia, gli fu osservato da un giornalista che per un porporato non era decoroso sciare. “Ma da noi è normale” replicò il futuro papa. “La metà dei cardinali polacchi scia!”. Non fu un affermazione falsa, perché in Polonia ce n’erano solo due.

Infine, una famosa attrice infastidiva continuamente il grande regista Alfred Hitchcock sull’angolazione dalla quale doveva essere ripresa con la cinepresa, ed ogni giorno insisteva perché la si inquadrasse dal suo lato migliore, finché il regista sbottò: “Mia cara, è impossibile riprendere il tuo lato migliore perché ci stai sempre seduta sopra”.