Alcuni anni fa, il sito di informazione “La Voce della Russia” aveva riferito che un uomo della città russa di Vladivostok aveva trovato un frammento di metallo incastonato in un pezzo di carbone, che si presentava con una forma particolare che ricorda molto una moderna ruota dentata e, mentre stava accendendo il fuoco nel camino per riscaldare la sua casa quando vide lo strano oggetto. Senza farne il nome, riferiva che l’autore del ritrovamento aveva chiesto l’aiuto di alcuni scienziati della regione di Primorye per studiare la sua scoperta, e il carbone nel quale è stato trovato lo strano oggetto fu portato nell’Estremo Oriente russo dalla Khakassia, dal distretto di Chernogorije ed è nota l’epoca di fossilizzazione di questo carbone: trecento milioni d’anni fa. 

I ricercatori giunsero alla conclusione che era stata creata da un essere intelligente e che non era una formazione naturale; il vero problema è che la tecnologia per costruirla in modo così preciso non esisteva sulla Terra al momento della sua fabbricazione. L’oggetto, che misura non più di sette centimetri di lunghezza, era costituito in modo particolare da alluminio al 98% e da magnesio al 2% per cui si ipotizzò che non poteva essere di origine terrestre e, in un altro rapporto si venne a sapere che era stato sottoposto ad analisi di diffrazione a raggi X per studiare i suoi componenti. I risultati dimostrarono come fosse costituito da “alluminio purissimo con micro impurità di magnesio di soli 2 / 4%”: una tale lega così pura è molto rara da trovare in natura, ed è difficile immaginare che essa possa aver creato un oggetto con sei denti regolari e un uguale passo intervallato tra di essi. Inoltre la distanza d’intervallo tra i denti è straordinariamente larga rispetto ai denti stessi; probabilmente faceva parte di un complesso meccanismo, simile a quelli usati nei microscopi moderni, spingendo gli ufologi ad affermare che l’oggetto potrebbe essere appartenere a un velivolo extraterrestre o a qualche civiltà molto avanzata che avrebbe vissuto sulla Terra milioni di anni fa.

Ma uno strano artefatto nel carbone non è affatto un caso isolato per la nostra epoca, dato che questi straordinari ritrovamenti rendono perplessi gli scienziati perché con la loro presenza minano diversi concetti basilari della scienza moderna. Un primo oggetto incastonato nel carbone è stato rinvenuto nel 1851 negli USA, nello stato del Massachusetts durante i lavori di brillamento in una cava: si trattava di un vaso d’argento e zinco impresso nel carbone risalente al Periodo Cambriano, circa cinquecento milioni d’anni fa; nel 1912 nell’Oklahoma è invece stato trovato nel carbone un paiolo di ferro che risale a trecento dodici milioni d’anni fa e, nel 1974 è stato scoperto un oggetto sconosciuto d’alluminio in una cava di sabbia in Romania, simile a un martello, ma non poteva essere stato fabbricata dall’uomo poiché risale al Periodo Giurassico, circa duecento milioni di anni fa. Questi sono solo alcuni casi, tutti così reali e con una straordinaria ed “impossibile” età, un’epoca che la scienza moderna rifiuta di accettare perché in quelle epoche remote l’uomo non esisteva, secondo loro: allora chi ha potuto realizzarli?

 

Fonte articolo & foto: https://telodiciamonoisevuoi.altervista.org/2016/02/07/il-mistero-della-ruota-dentata-di-300-milioni-anni-fa, 07 febbraio 2016