Il Centre national de la recherche scientifique (CNRS), tramite i suoi ricercatori, ha reso pubblico uno studio nel quale si ipotizza che gli ftalati – micro inquinanti plastici ampiamente utilizzati nell’industria e diffusi nell’ambiente – sarebbero responsabili della demenza a corpi di Lewy (DLB), una forma neuro degenerativa seconda solo all’Alzheimer.

La teoria emersa dallo studio – confermata dagli scienziati e dai medici degli Ospedali universitari dell’Università di Strasburgo – dimostra non solo il coinvolgimento dei pesticidi e di altri inquinanti ambientali non sia solo correlato allo sviluppo del morbo di Parkinson, ma anche come la presenza di micro inquinanti nel sistema nervoso centrale possa causare malattie neuro degenerative.

A confermare tale ipotesi, la presenza a livelli elevati di ftalati nel liquido cerebrospinale di pazienti affetti da demenza, per via dell’uso degli ftalati non solo come plastificanti, ma anche nei materiali da costruzione e nei mobili, in molti prodotti per la casa, nel confezionamento di prodotti alimentari e bevande, cosmetici, giocattoli e apparecchiature mediche.

Dopo anni di ricerche, gli scienziati hanno potuto provare la possibilità che determinate sostanze tossiche possono essere coinvolte nell’insorgenza della demenza, dimostrandosi in grado di indurla o di promuoverla attraverso un processo di aggregazione che si formano all’interno dei neuroni e interrompono i messaggi trasmessi dal cervello.

Con ulteriori ricerche forse, in un futuro più o meno prossimo, si potrà sconfiggere definitivamente la demenza e altre malattie simili.