Per restare in linea bisogna dormire di più.
È questa la conclusione a cui sono giunti i ricercatori del King’s College di Londra grazie ad uno studio che ha evidenziato un minor interesse e desiderio all’assunzione di alimenti zuccherini, sia elaborati ed industriali, che più naturali come il miele, gli sciroppi e i succhi di frutta in chi dorme di più. Secondo gli studiosi dormire le salutari 8 ore o 8 ore e mezza a notte, consentirebbe di resistere meglio alla tentazione di cibi ricchi di zuccheri, grassi e calorie e a cambiare dunque le proprie abitudini alimentari. I volontari che si sono prestati per la ricerca infatti, che dopo una settimana sono riusciti attraverso i consigli degli studiosi a dormire 90 minuti in più a notte, hanno incominciato a consumare meno zuccheri e carboidrati rispetto a chi ha continuato a dormire 6 ore e mezzo o 7 per notte.

La spiegazione è scientifica, esiste infatti una relazione tra l’insonnia e l’aumento di peso, in quanto la carenza di sonno influisce sugli ormoni che regolano l’appetito e di conseguenza sulla capacità di dimagrire.

Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha rivelato che prolungare il riposo di un’ora e mezza, aiuta a restare in linea, ma bisogna anche indagare sulle cause dell’insonnia che  possono essere svariate. Tra le principali c’è l’ansia, soprattutto nel caso di ansia da prestazione, stress o depressione, ma non vanno dimenticate cause di natura non psicologica come le allergie alimentari, la scadente igiene del sonno (andare a letto negli orari sbagliati, uso di eccitanti, visione di film impressionanti prima di andare a dormire, ecc.), assunzione di alimenti nervini come caffè o tè, nonché alcune tipologie di farmaci e l’utilizzo di dispositivi elettronici come computer, smartphone e tablet nelle ore serali.

Qualità e quantità di sonno si rivelano dunque fondamentali per restare in salute e in linea. Del resto per una macchina perfetta come il corpo umano uno squilibrio del sonno genera l’abbassamento delle difese immunitarie e dunque oltre che all’aumento di peso anche svariate malattie.