Si è aperta nella Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta di Napoli la mostra su Marc Chagall, il grande pittore russo. Fino al 30 giugno verranno mostrate oltre 150 opere in un percorso espositivo diviso in 4 sezioni. La mostra è organizzata dall’Associazione Arthemisia e Komen Italia. Tale associazione, che promuove l’arte della Solidarietà, è basata sul volontariato e ha come fine il portare bellezza e sostegno alle persone meno fortunate. Già questo rende più piacevole il seguire il percorso della mostra.

La mostra “Chagall. Sogno d’amore” racconta la vita del pittore attraverso opere in cui vengono raffigurati ricordi d’infanzia, fiabe, poesie, religione e guerra e i cui paesaggi sono popolati da personaggi, reali o immaginari.

Nelle sue opere Chagall il cui vero nome era Moishe Segal; il suo nome russo era Mark Zacharovič Šagal, secondo la trascrizione francese – Chagall, si ispirava alla vita popolare della Russia europea e ritrasse numerosi episodi biblici che rispecchiano la sua cultura ebraica. I dipinti sono ricchi di riferimenti alla sua infanzia: comunicò felicità e ottimismo tramite la scelta di colori vivaci e brillanti. Le opere riproducono un immaginario onirico in cui è difficile separare il vero dal sogno. Il susseguirsi delle opere presenti nella mostra porta ad estraniarsi da un mondo reale e a sognare, immaginando il mondo dell’artista e al nostro che oggettivamente non riusciremmo mai a pensare così spensierato. Girando attraverso i pannelli che sostengono le acqueforti e i pochi quadri ad olio presenti nella mostra l’osservatore è portato ad immaginare quale potesse essere la realtà vissuta da questo artista così preso dal grande amore per la moglie e per la sua origine ebraica (talmente preso che durante la guerra dei sei giorni le vetrate che aveva realizzato rischiarono di essere distrutte e Chagall scrisse una lettera in cui affermava di essere preoccupato non per i suoi lavori bensì per la salvezza di Israele).

Chagall fu affascinato sin dagli anni giovanili dalla Bibbia, da lui considerata come la più importante fonte di poesia e di arte. L’occasione per farne un lavoro giunse nel 1930, quando l’editore e mercante d’arte francese Ambroise Vollard, per il quale aveva già illustrato Le Favole di La Fontaine, gli commissionò una serie di tavole dedicate al tema biblico. Chagall vi si dedicò con entusiasmo per tutto il decennio, tanto da intraprendere appositamente un viaggio sui luoghi delle vicende narrate dai Testi Sacri, tra Egitto, Siria e Palestina: da questo momento in poi, la Bibbia occuperà l’intera produzione artistica dell’autore. Nel settembre del 1944 Bella, compagna amatissima, soggetto frequente nei suoi dipinti e compagna di vita, morì per un’infezione virale. In questi anni intensi, riscoprì colori liberi e brillanti: le sue opere sono dedicate all’amore e alla gioia di vivere, con figure morbide e sinuose.

Chagall è un artista genuino, ancorato alla sua tradizione, affascina soprattutto per questa commistione tra fantasia e realtà, tra divino e umano che traspare dalle sue opere. Diceva: “Bastava che aprissi la finestra della mia camera e vi entravano l’aria blu, l’amore e i fiori”. E’ per questo che amore e fiori figurano sempre insieme all’interno di scene che evocano il paradiso. “L’arte è lo sforzo incessante di competere con la bellezza dei fiori… senza mai riuscire a vincere”. In questo mondo fantastico la linea che separa la realtà dall’immaginazione è meravigliosamente invisibile. “Nella vita, proprio come nella tavolozza dell’artista, c’è un solo colore che dà senso alla vita e all’arte: è il colore dell’amore”.