Ci risiamo, scoppia la polemica per il rigore assegnato al Milan. L’ennesimo, il sedicesimo. La rabbia dell’Udinese è evidente, ma non giustificata. Sui social c’è il solito parapiglia tra favorevoli e contrari al penalty arrivato allo scadere per i rossoneri.

foto: m.calciomercato.com

I friulani si sono lamentati per il penalty dato 5 secondi dopo il 95′, quando scoccava la fine dei 5′ di recupero concessi, e sui social non sono mancate le ironie dei tifosi avversari, un po’ invidiosi per la verità, per il nuovo tiro dal dischetto realizzato dal freddo e implacabile Kessie, il sedicesimo in campionato in questa stagione (il record di tutti i tempi è di 18).

Il rigore assegnato alla squadra di Pioli è talmente netto che non servirebbe neanche la moviola, ma tant’è. Stryger-Larsen colpisce il pallone con la mano in maniera plateale e ingiustificata che non lascia spazio a tentennamenti. Da considerare che nei minuti di recupero erano state date due ammonizioni, che hanno fermato il gioco e giustificato quindi i secondi in più dopo il 95′. In maniera oltretutto obiettiva bisogna riconoscere che non si tratta di tocchi discutibili o falli oggetto di chissà quali moviole. I sedici rigori del Milan, bisogna riconoscere, sono frutto di un tipo di gioco, come hanno ammesso i diversi tecnici di serie A, anche Gotti mister dell’Udinese, che ti costringe a stare chiuso in area di rigore. Un pressing schiacciante che non dà tregua e ti costringe, inevitabilmente al contatto o al fallo. Quello del Milan è un gioco che è frutto di passaggi veloci, dribbling in area, cross dove il difensore è continuamente sollecitato ad interventi al limite e, facilmente, ci scappa il rigore. Siamo ben lungi da rigori dubbi, regalati con magnanimità soprattutto in passato. Addirittura nella partita con l’Udinese anche Cesari, arbitro commentatore di programmi televisivi, ne riconosce un altro nella partita e ne ha riconosciuto altri non assegnati in altre partite precedenti.

Tutto questo non basta certo ad arginare la rabbia del tecnico dell’Udinese Luca Gotti, molto duro a Dazn nel dopo partita: “L’epilogo è roba da non dormirci la notte, il gol è arrivato a recupero finito, mi manda in bestia. All’Udinese non è un problema, ad altre squadre verrebbe fuori un finimondo…”.

“Questo Milan ti costringe a fare una certa fase difensiva, l’abbiamo fatto bene. All’inizio siamo stati precipitosi. L’avevamo preparata affinché non fosse solo difensiva, ma succedesse ciò che è successo. Poi siamo rimasti in 10 per un evento sfortunato. E poi il finale…lasciamo stare. Il rigore arriva a 95’05”, gli arbitri fischiano anche 5 secondi prima. Ma ci può stare che io sia incazzato, no?”.

Dal dischetto Kessie è stato glaciale: “Anche i rigori non è facile segnarli”, ha detto il diretto interessato. “Quando calcio ci sono due possibilità. Non ho paura di niente, calcio per fare gol. L’obiettivo del Milan è andare in Champions, dobbiamo lottare fino alla fine”.

Per il Milan, un dischetto per amico: nessuno in Europa ha avuto più rigori ma come sottolineava il grande Boskov: “Rigore è quando arbitro fischia”. Oggi potremmo aggiungere: Rigore è quando arbitro, dopo la revisione del Var, fischia”. E non c’è spazio a repliche, sportivamente parlando.

foto in copertina: passionemilan.it