Purtroppo continua una constatazione di un livello bassissimo di concezione del calcio che c’è soprattutto in Italia. Non c’è paese europeo dove avviene ciò che accade in Italia. Eppure si dice che abbiamo la migliore classe arbitrale. Di sicuro alcuni giocatori solo nel campionato nostrano ottengono certi risultati svolgendo azioni disoneste. Non è facile arbitrare e questo è evidente. Troppo spesso arbitri e Var devono interpretare atteggiamenti, simulazioni, scorrettezze che non dovrebbero far parte di un gioco basato, almeno teoricamente, sul “Rispetto”. Var e arbitri sono continuamente pressati nel giudicare casuale, involontario, cercato o meno un fallo, uno sgambetto e, quindi, nell’assegnare punizioni per giocatori che troppo facilmente scambiano il manto verde per una piscina.

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Dall’altra parte c’è una posizione scomoda e, purtroppo, rilevante di coloro che, designati al Var, devono interpretare a tavolino le intenzioni volontarie o meno di un fallo. E qui assistiamo a prese di posizione forse troppo condizionate dal blasone della squadra in campo. Anche in regia si può essere permissivi o troppo poco elastici nel giudicare ciò che accade in campo.

Anche l’ultima giornata di campionato non è stata esente da errori arbitrali: numerosi i casi da moviola e le proteste, tanti cartellini e rigori dati o negati. A far chiarezza sui casi della domenica ci ha pensato Luca Marelli, ex arbitro comasco sul suo canale YouTube analizza in particolare le gare di Inter, Napoli e Juventus.

Marelli parte da Inter-Crotone e sottolinea come ci sia un contrasto in area con un tocco di mano di Brozovic che sembra casuale ma rivedendo l’azione è evidente che ci debba essere rigore: Brozovic cerca il pallone col braccio. Chissà come poteva cambiare la partita.

Marelli contesta il mancato recupero a Cagliari e Milano. Afferma giustamente che è un malcostume non dare recupero con le partite già chiuse. Se dal punto del risultato non cambia nulla c’è tutta la categoria degli scommettitori che va tutelata. Quindi se due minuti in più o in meno non cambiano nulla, se il regolamento lo prevede, il recupero deve essere giocato sempre.

Infine in Juventus-Udinese ci sono state due reti annullate: per l’Udinese il tocco di mani di De Paul è evidente, lui sapeva di aver controllato col polso sinistro e dopo l’annullamento non ha detto una parola. Giusto annullare. Il gol annullato alla Juve: Ramsey tira, Musso rinvia e Ramsey da terra in modo involontario tocca col braccio destro, si rialza e segna. Qui si tratta di immediatezza e del nuovo regolamento sul mani in attacco e il gol giustamente viene annullato.

Ci si augura che, a livello dirigenziale ma soprattutto in termini di coscienza, si cominci a seguire… il regolamento. Un regolamento che chiede integrità, onestà, correttezza e questa, come già detto, spesso latita. Ottenere il risultato ad ogni costo è il contrario di ciò che ultimamente anche il Papa ha sottolineato in una intervista. Si sperava che il Var potesse dare realmente una mano non solo agli arbitri ma anche chiarezza e onestà al gioco. E invece, da quello che si vede, la situazione è stagnante. I tifosi sono esausti e rassegnati. Troppe volte vince non il più forte ma il più furbo e potente.

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