Bel Amy è la storia di un arrampicatore sociale, di un giovane bello, biondo, alto, robusto, coi baffi a manubrio. Un collezionista di donne, anzi di femmine, nonché giornalista senza talento. Georges Duroy è un provinciale ignorante, di cui Guy de Maupassant scrive: “tasche vuote e sangue bollente” oppure aveva la parola facile ma banale“, infatti, dovrà la sua notorietà ad un giornalismo fatto di intrighi e maldicenze, corruzione e menzogne e qui Monpassant dice: “erano rivenditori di commedia umana un tanto a rigo”. 

Gli amici chiamavano Bel Ami il toro triste e lo scrittore italiano Alberto Savinio di lui dice: “i racconti di Maupassant corrono, partono faticosamente, a dire il vero stentano a mettersi in marcia, proprio come i treni, ma finalmente prendono l’avvio, e allora, nel loro ritmo spedito, maturo, non hanno altra fretta se non di arrivare alla fine”. Per Georges arrivare alla fine significa passare dalla sua condizione di figlio di contadini, ad aristocratico con tanto di titolo nobiliare, senza alcuno scrupolo e ad ogni costo, e per raggiungere lo scopo, passa sul corpo di tutte le donne che seduce di volta in volta, e che trasforma, dopo averle annientate, in altrettante rampe di lancio: dalla sensuale Clotilde, amante ideale, all’astuta Madeleine, la moglie ripudiata, dalla ricchissima Madame Walter, moglie del suo capo, a sua figlia Susanne, ereditiera adolescente che è l’ultimo trofeo di Georges e dunque il suggello dell’ascesa sociale.

Bel Ami è un eroe del Darwinismo sociale, dove vigono i principi della “lotta per la sopravvivenza” e della “selezione naturale” del più adatto, che più semplicemente potrebbe tradursi in mors tua vita mea, ma in questo caso non ci sarebbe più società, ma singoli pianeti in un universo di caos. Dall’epoca di Bel Ami tutto è mutato, ma nulla è cambiato, perché la lotta per la sopravvivenza si nasconde dietro l’etica del successo, dove l’uomo è il lupo dell’uomo, in un contesto di assoluta normalità.

Maupassant nel suo capolavoro fa uso di tutti gli elementi della letteratura naturalistica: sesso, sangue, soldi, venendo a creare un personaggio immortale, che lo scrittore chiamava “onorato cialtrone“, vale a dire un uomo sempre attuale, l’infame arrivista che si direbbe in Italia, l’impunito!