Come ogni anno, il 27 gennaio si ricorda la Giornata della Memoria,  evento istituito nel 2005 dalle Nazioni Unite per ricordare tutte le vittime del nazifascismo.
Il giorno è stato scelto in in virtù del fatto che, il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, mostrando definitivamente al mondo la barbarie della Soluzione Finale nazista.

Le morti che si ricordano con questa giornata, però, sono sì gli ebrei (vittime del più grande genocidio della storia), ma anche tutte le altre vite spezzate dai vari regimi nazisti e fascisti che occuparono l’Europa in quel periodo.
Nell’elenco ci sono quindi zingari, sinti, i milioni di slavi morti durante l’occupazione dell’Unione Sovietica, comunisti, religiosi e oppositori politici in generale, soldati e persone di rilievo che si opposero a ciò che gli veniva comandato, partigiani e cittadini comuni.

Napoli sembra distante da esempi come questi, essendosi liberatasi nel momento in cui, da alleata della Germania, l’Italia ne era diventata nemica.
Ma, durante i focosi giorni che precedettero le Quattro Giornate, questa città fu vittima di terribili pressioni e violenze da parte degli occupanti nazisti guidati dal colonnello Scholl.

M.Rosaria Petito, testimone dell'uccisione di Andrea Mansi
M.Rosaria Petito, testimone dell’uccisione di Andrea Mansi

Ed è qui che si colloca la storia che vorrei raccontarvi.
In questi giorni alla Stazione Marittima di Napoli è stato mostrato il filmato Luce, riscoperto da Enzo Delahaye, che riprende, per fini propagandistici, la fucilazione del marinaio Andrea Mansi, ucciso dai nazisti nei giorni più caldi che precedettero l’insurrezione napoletana.
Nel video, che dura solo pochi secondi, vediamo anche l’Università “Federico II” in fiamme (fu incendiata dagli occupanti proprio quel giorno e fece da sfondo alla macabra esecuzione).
Il particolare forse più agghiacciante è, però, la  grande folla di cittadini che furono costretti ad assistere e ad applaudire il terribile atto per dimostrare la loro approvazione per l’uccisione del giovane.
Il filmato è una testimonianza importante, poiché avvicina la nostra città ad uno dei momenti più tragici della sua storia e alla sofferenza che tutto il mondo ha patito a causa del nazifascismo, ricordandoci ancora una volta l’importanza di questa Giornata.

FONTELa Repubblica
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