Si chiama duodenocefalopancreasectomia, ed è una procedura che permette di asportare in un’unica volta la testa del pancreas, del duodeno, della via biliare e della colecisti. Al momento può essere eseguita solo al Cardarelli dal professor Carlo Molino, che lo ha sviluppato nel suo Centro di Riferimento. Grazie all’utilizzo della chirurgia robotica, è stato possibile sviluppare un metodo che permette ai pazienti di poter essere dimessi in tempi molto brevi, con una veloce ripresa post-operatoria e con un minor dolore peri e post-operatorio. In pratica, un approccio che favorisce un decorso che segue l’intervento, la rapida ripresa e, se necessario, anche le successive chemioterapie, se servono.

Tale tecnica permette di accedere all’addome e agli organi da asportare grazie a soli cinque piccolissime incisioni che fungono da punto di entrata di cannule e strumenti robotici, senza lasciare grandi cicatrici. Usando uno speciale sistema computerizzato, si riesce ad avere un’amplificazione delle immagini insieme a una manovrabilità della strumentazione chirurgica in precedenza impensabile, come una rotazione di 360 gradi del polso. Il tutto viene gestito dall’ intelligenza artificiale, sotto il controllo manuale ed intellettivo del chirurgo.