Per comprendere nel migliore dei modi l’attuale situazione dell’Afghanistan è indispensabile partire dalle caratteristiche geografiche, storiche di questo paese.

Innanzitutto l’Afghanistan, repubblica islamica presidenziale, non ha sbocchi al mare. Ha un’estensione di 652.864 km quadrati ed è abitato da circa 38.041.754, secondo una ultima rilevazione del 2019. La capitale è Kabul, con circa 4.435.000 abitanti, secondo una rilevazione del 2020. Ha una bassissima densità di popolazione: 51 abitanti per km quadrato. Confina con Iran, Pakistan, Tagikistan, Uzbekistan, Cina, ecc.; ha un basso tasso di crescita; le lingue ufficiali di questo paese sono il pashtu e il dari. Le regioni in cui è diviso sono circa 35. Una di queste ha lo stesso nome della capitale: Kabul. Secondo alcuni rapporti internazionali l’Afghanistan ha riserve di petrolio per 1.6 miliardi di barili; produce 16 trilioni di metri cubici di gas naturale e 500 milioni di barili di gas liquefatto e in alcune province sarebbero ubicati vari giacimenti non ancora scoperti, ma anche piantagioni di oppio. Secondo i geologi americani enormi depositi di minerali particolari potrebbero in futuro risolvere la carenza mondiale.

In effetti l’Afghanistan si trova proprio tra l’Asia centrale, occidentale e meridionale. Nei secoli vari popoli migratori che hanno percorso questa area geografica, hanno lasciato gruppi etnici e linguistici. In effetti le popolazioni iraniche che qui sono arrivate hanno lasciato le due lingue prima indicate e la loro cultura. Molto è dovuto alla influenza persiana evidente nell’unico modo di esprimersi, nell’unica cultura. Vi è stata anche un passato greco e poi buddista. Si premette che la Shari’a è l’insieme di regole di vita e di comportamenti dei fedeli: divino per la condotta morale, religioso e giuridico. La vera unità politica di questo Paese fu raggiunta solo con il Regno di Ahmed Shah  Durrani, che nel 1747 fondò la monarchia che governò il Paese fino al 1973. Nel 19° secolo il paese fu oggetto dell’espansione degli imperi russo e britannico. Diciamo che l’Islam ha avuto un ruolo predominante nella formazione della società afghana. Neppure Gengis Khan sradicò la civiltà islamica. Importante è ricordare che nel X° secolo ascese al potere una forte dinastia sunnita, cioè i Ghaznavidi, baluardo nei confronti dell’espansione iraniana. Successivamente nel Medioevo ricordiamo un’altra potente dinastia, quella dei Ghoridi. Premesso che 2000 anni fa vi furono invasioni ariane, poi fasi persiana, meda, greca, maurya e bactriana, ricordiamo che Alessandro Magno, dopo aver sconfitto i Persiani nel 328 a.C., entrò trionfante nell’attuale Afghanistan per conquistare Bactria. Successivamente ci furono invasioni di Sciti, Unni Bianchi e Turchi. La conquista di tutto il paese da parte degli Arabi (Islam) si ebbe dal 642 d.C. al 1747.  Come già detto l’impero dei Durrani (Ahmed ShahDurrani fondatore) durò fino al 1826. L’influenza europea ci fu fino al 1919. Nel periodo dal 1919 al 1929 ci fu una guerra civile e dal 1929 al 1973 si insediò la monarchia.

Successivamente, nel periodo dal 1978 al 1992, andò al potere il Partito Democratico Popolare dell’Afghanistan. Questo partito sin dal 1965 si servì di vari finanziamenti sovietici e seguì un orientamento marxista-leninista. Solo che all’interno di questo partito vi erano due correnti, divise solo dalla tattica da adottare. Nel 1967 il dissidio sfociò nella creazione di due raggruppamenti, che poi si riunirono nell’occasione del colpo di Stato del 27/04/1978. Venne proclamata la Repubblica Democratica dell’Afghanistan, in cui Taraki rivestì la carica di presidente, di primo ministro e di segretario generale del Partito. Ci furono delle riforme in materia agraria, di usura, dei prezzi dei beni di consumo, ecc., ma Taraki fu assassinato e sostituito da Hafizullah  Amin. A questo punto l’Unione Sovietica, che lo sospettava di legami con la C.I.A., invase il paese, anche a seguito di numerose rivolte. Mosca mise al potere Babrak  Karmal. A questo punto gli USA finanziarono i mujaheddin (combattenti) che spinsero l’Unione Sovietica ad abbandonare il Paese nel febbraio 1989, dopo una guerra veramente cruenta. Il 17/04/1992 fu proclamato lo Stato Islamico dell’Afghanistan.

Però il fronte dei mujaheddin fu disunito e dal 1996 al 2001 presero il potere i Talebani, fazione dei mujaheddin, senza mai poter controllare la alleanza del nord dei rimanenti mujaheddin anti-talebani, guidati dall’eroe nazionale, cioè dal comandante Ahmad Shan Massud. I Talebani proclamarono l’Emirato islamico dell’Afghanistan e applicarono al Paese una versione estrema della “Sharia”: chi non si uniformava veniva punito con ferocia. Da ricordare nel 2001 l’omicidio di Ahmad Shah Massoud, abile stratega militare, distintosi nella guerra contro l’Unione Sovietica, assassinato da due tunisini, che si finsero giornalisti, con una bomba nascosta in una telecamera: era il 09/09/2001. Veniamo quindi alla presenza americana dal 2001 in poi, in particolare anche a seguito dell’attentato aereo alle torri gemelle di New York. In breve la guerra in questo martoriato paese è iniziata il 07/10/2001: il territorio controllato dai Talebani è stato invaso dai gruppi afghani loro ostili dell’Alleanza del nord. Gli USA e la NATO prima hanno fornito supporto tattico e aereo, ma dopo la conquista di Kabul, tutte le truppe occidentali, hanno cercato, dal 2002, di aumentare la loro presenza nel territorio al fine di sostenere il nuovo governo afghano (Hamud Karzai presidente). Il 2 maggio 2011 le forze USA hanno fatto una incursione ad Abbottabad e hanno ucciso il capo di Al-Qaida Osama Bin Laden (nel suo rifugio). L’invasione dell’Irak da parte delle forze occidentali iniziò nel 2003 (per due anni gli USA ci pensarono). Solo poi dal 2009 l’amministrazione USA riconsiderò come prioritaria la guerra in Afghanistan; dal 2015 l’operazione NATO  fu sostituita dall’operazione “Sostegno risoluto”, finalizzata sia ad aiutare il governo afghano che a ritirare un po’ di truppe, aumentando le offensive dei Talebani. Questo processo di lento ritiro delle truppe USA è nato e continuato sino al maggio 2021. I Talebani si sentirono più forti, riconquistando diverse aree del paese ed entrando a Kabul (15/08/2021). A questo punto l’ultimo presidente afghano Ashraf Ghani è fuggito e l’esercito afghano regolare si è incredibilmente “sciolto al sole”. In tutti questi anni, dal 2001 in poi, molte persone hanno perso la vita: civili, militari, ecc. Il 19 agosto 2021 i Talebani (studenti coranici) hanno proclamato la restaurazione dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, mentre il vice-presidente afghano Amrullah Saleh, rifugiatosi in una delle regioni del nord (Panjshir) si è proclamato presidente ad interim, esortando tutti i cittadini afghani ad opporre resistenza ai Talebani, costituendo un vero e proprio movimento.

Siamo arrivati ai giorni nostri: ci sono sfollati, morti, diplomazie internazionali al lavoro per eventuali contatti o meno con i Talebani, ponti aerei. Termino riportando le parole del Papa durante l’Angelus “cessi il frastuono delle armi” e “le soluzioni possono essere trovate al tavolo del dialogo”.

 

Fonte: Tg com24 e vari telegiornali.