In questi giorni, in concorso per l’Italia al Festival di Berlino, il nuovo film di Abel Ferrara, “Siberia”, che si prepara a scatenare non solo le paure più recondite degli spettatori, ma anche le loro pulsioni più oscure, provenienti dal proprio io.

Ambientato in una sperduta baracca isolata tra i ghiacci delle montagne, ha per protagonista un eremita – interpretato da un Willem Dafoe che, involontariamente, rende omaggio al film L’Antichrist di Lars von Trier – in fuga da sé stesso e dai propri problemi, senza però riuscire a superare gli orrori che si porta dentro.

Il momento in cui i nodi giungono al pettine arriva quando riappare la sua ex moglie in attesa di un “misterioso” figlio – in una composizione che ricorda il periodo prima che Maria partorisse Gesù – per poi proseguire con bestie umanoidi ed esecuzioni con pallottole piantate nella nuca.

L’apoteosi da incubo giunge con un violento incontro con abitatori di grotte dall’aspetto simile agli Yeti, fino all’accoppiamento con una donna dal ventre lacerato, per concludersi con un faccia a faccia con un suo “oscuro gemello” e il proprio padre, inadatto da tutta la vita a un tale ruolo.

L’incubo onirico, finanziato dal quartetto italiano Vivo Film – Rai Cinema – Maze Pictures – Piano, vede lo psichiatra Chris Zois coadiuvare Abel Ferrara in una storia dove l’immersione nell’oscurità risulta in grado di spiazzare lo spettatore, spingendolo a porsi quesiti che, forse, non sarà mai in grado di risolvere.

L’opera, che nel nostro paese verrà distribuita dalla Nexo, vanta una squadra di attori come Dounia Sichov, Simon McBurney, Cristina Chiriac, Valentina Rozumenko, Daniel Gimenez Cacho, Phil Neilson, Fabio Pagano, Anna Ferrara, Laurentio Arnatsiaq e Ulriche Willenbacher, che affiancano Dafoe in maniera splendida ed efficace, in grado di replicare le atmosfere del grande capolavoro di Ferrara, “Il Cattivo Tenente”.