Amare la Formula 1 significa, senza ombra di dubbio, amare piloti come Gilles Villeneuve. La sua guida spericolata, i sorpassi azzardati fino all’inverosimile hanno fatto di lui una leggenda intramontabile. Ce ne vorrebbero piloti come lui per ravvivare qualche gara di automobilismo che da qualche anno non regala più escandescenze emotive. Saranno stati i tempi, saranno i troppi regolamenti attuali, saranno le infinite risorse tecnologiche in possesso dei team; sta di fatto che la tecnologia portata all’esasperazione invece di fornire spettacolo ha dato un totale appiattimento delle gare.

I rischi erano e sono tuttora enormi. La pericolosità di un minimo contatto può provocare tragedie immani; sta di fatto che un pilota come Gilles manca e non solo dal punto vista umano. L’aveva nel sangue e il figlio Jacques ne ha dato testimonianza avendo, anche lui, quella carica adrenalinica che permette ad una gara di trasformarsi in pura emozione.

L’8 maggio del 1982 un terribile incidente a Zolder costava la vita al pilota canadese della Ferrari. Nonostante non abbia mai vinto il Mondiale è considerato comunque uno dei piloti più geniali del mondo automobilistico.

C’è una categoria di sportivi che prescinde da certe valutazioni come record, vittorie, coppe e quant’altro. Gilles resta nel cuore degli appassionati per motivi come il coraggio, il carisma, la genialità. Non era un pilota come gli altri, calcolatore, regolare, inquadrato schematicamente. La sua modalità di correre estremamente variegata, libera, istintiva gli fece conquistare uno spazio nel cuore dei tifosi nonostante le tante gare andate a vuoto. La sua carriera è indissolubilmente legata al Cavallino. Nel finale di stagione del 1977 Enzo Ferrari lo scelse per sostituire Nike Lauda. Il Drake lo trattò come un figlio, difendendolo sempre a spada tratta dai numerosi attacchi della stampa italiana, soprattutto nei primi tempi. Nella stagione 1979 nonostante le tre gare vinte e il secondo posto nel Mondiale dietro il compagno di squadra Jody Sheckter, Gilles Villeneuve è ricordato perché a Digione, in Francia, Gilles si rese protagonista di un epico duello per il secondo posto con René Arnoux. Una battaglia fatta di sorpassi all’insegna della correttezza e della lealtà tanto che alla fine si chiuse con stretta di mano e un abbraccio che di questi tempi è raro trovarne.