3 Giugno 1977: A causa di un infarto, il regista Roberto Rossellini muore a Parigi, dopo un lavoro di chiarificazione etica ed estetica, grazie al quale il cinema del dopoguerra fu traghettato in una fase immediata e intuitiva, che ne avrebbe caratterizzato le varie correnti artistiche.

Dopo un’infanzia legata alla morte dei genitori, si dedicò al cinema, prima occupandosi solo di documentari, per poi passare ai film a partire dal 1945, anno in cui uscì il suo primo, grande capolavoro, Roma Città Aperta, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi.

Altri capisaldi della sua cinematografia sono Paisà (1946), Germania Anno Zero (1947), Stromboli – Terra di Dio (1949), Europa ’51 (1951) e Viaggio in Italia (1953); quest’ultimi 3 interpretati da Ingrid Bergman, che divenne la sua seconda moglie e la madre dei suoi tre figli.

Il film che, però, gli fece vincere il Leone D’Oro fu Il Generale della Rovere, nel 1959, su soggetto e sceneggiatura di Indro Montanelli, e con Vittorio de Sica nella parte del protagonista, legato profondamente alla sua Trilogia della Guerra.